Il volume
Il volume "Grandi carnivori. Impatto sociale e prospettive" analizza le implicazioni ecologiche, sociali ed economiche del ritorno dei grandi carnivori in Italia, in particolare del lupo - © Andrea Dal Pian
Pubblicato il in Conservazione
di Matteo Brogi

Grandi carnivori: conservazione, conflitto e futuro della vita rurale

Una raccolta di saggi che invita a riflettere sul difficile equilibrio tra tutela dei grandi carnivori, comunità rurali e gestione del territorio, proponendo una prospettiva critica sul modello di conservazione oggi dominante

Nel dibattito italiano sui grandi carnivori esiste una vistosa asimmetria editoriale. Da anni il lettore trova con facilità articoli e volumi che raccontano il ritorno del lupo e dell'orso come una storia di successo conservazionistico, mentre risultano molto più rare le opere che affrontano il tema dal punto di vista delle comunità rurali, degli allevatori e degli amministratori locali chiamati a convivere quotidianamente con questi animali. Il volume collettaneo Grandi carnivori. Impatto sociale e prospettive, curato da Michele Corti, nasce con l'obiettivo di colmare questo vuoto e di offrire quella che gli stessi autori definiscono "l'altra campana" del dibattito.

L'operazione editoriale nasce dalla raccolta raccoglie gli atti del convegno nazionale Grandi carnivori: analisi dell'impatto sociale e prospettive, organizzato il 29 novembre 2025 dall'Associazione per la tutela dell'ambiente e della vita rurali, integrandoli con contributi scientifici e testimonianze che conferiscono all'opera una struttura organica e multidisciplinare. La dedica iniziale ad Andrea Papi, il residente ucciso dall'orsa JJ4 il 5 aprile 2023, chiarisce come il volume intenda affrontare il tema non soltanto sotto il profilo biologico, ma anche umano e sociale.

Un mosaico di competenze

Uno dei principali punti di forza dell'opera sta nello spessore degli autori coinvolti. Accanto al curatore Michele Corti, già docente di Zootecnia di montagna all'Università degli Studi di Milano e profondo conoscitore del pastoralismo alpino, intervengono zoologi, antropologi, veterinari, docenti universitari, amministratori pubblici, allevatori e rappresentanti dei comitati civici. Il risultato è un'opera che affronta la questione dei grandi carnivori da prospettive differenti ma complementari.

Michele Corti (a cura di), Grandi Carnivori, Impatto sociale e prospettive, Edizioni festival pastoralismo, 2026, 254 pagine, 10 euro
Michele Corti (a cura di), Grandi Carnivori, Impatto sociale e prospettive, Edizioni festival pastoralismo, 2026, 254 pagine, 10 euro - © Edizioni festival pastoralismo

La pluralità delle competenze emerge chiaramente nella struttura del libro: si passa dall'analisi normativa alle implicazioni sanitarie, dagli aspetti ecologici a quelli economici, dalla gestione delle aree protette fino alle testimonianze dirette di chi vive quotidianamente il problema della convivenza con i grandi predatori.

Il vero tema non sono i predatori ma il conflitto sociale

L'aspetto probabilmente più originale dell'opera consiste nello spostare il baricentro della discussione. Il lupo, in particolare, non viene presentato semplicemente come una specie selvatica da gestire, bensì come il catalizzatore di un conflitto culturale che oppone due differenti concezioni del rapporto tra uomo e natura. È un'impostazione che attraversa tutti i contributi.

Michele Corti sostiene che il conflitto non riguardi realmente il rapporto uomo-lupo, bensì quello tra gruppi sociali portatori di valori differenti, evidenziando la crescente frattura tra società urbana e mondo rurale. Annibale Salsa legge invece il fenomeno come il risultato di un cambiamento culturale che ha trasformato il lupo da animale demonizzato a simbolo ideologico della natura incontaminata, facendo perdere di vista il ruolo storico dell'uomo nella costruzione del paesaggio alpino. Questa lettura sociologica rappresenta forse il contributo più interessante del volume, perché supera il tradizionale confronto tra dati biologici e dati economici per interrogarsi sulle dinamiche culturali che alimentano la polarizzazione del dibattito.

Il contributo scientifico

Il libro non è una semplice raccolta di testimonianze e, infatti, numerosi capitoli presentano un apparato bibliografico esteso e affrontano questioni tecniche con rigore. Spartaco Gippoliti propone una riflessione critica sul ruolo assunto oggi dal lupo all'interno delle politiche di conservazione, interrogandosi se una specie ormai non più minacciata non sia divenuta il simbolo di un progetto ideologico di rewilding radicale. L'autore denuncia inoltre quella che definisce una diffusa "partigianeria pro-lupo" nel mondo accademico e nella divulgazione scientifica. Luca Battaglini analizza invece gli effetti della predazione sui sistemi pastorali alpini, evidenziando come il danno non si limiti alle perdite economiche immediate ma coinvolga il benessere animale, la biodiversità agricola, il mantenimento dei pascoli e, più in generale, la sopravvivenza della montagna abitata. Di grande interesse anche l'intervento di Giancarlo Bosio, che affronta il tema raramente discusso delle implicazioni sanitarie della diffusione del lupo, richiamando il paradigma One Health e le possibili ricadute epidemiologiche e psicosociali.

La caccia entra nel dibattito

Per i lettori di Hunting Log riveste un interesse particolare il contributo di Giuliano Milana. L'autore affronta il rapporto tra grandi predatori e attività venatoria introducendo un concetto spesso trascurato: quello della capacità portante sociale, distinta dalla tradizionale capacità portante biologica. Secondo Milana, nei paesaggi fortemente antropizzati la gestione dei grandi carnivori non può limitarsi agli aspetti ecologici, ma deve considerare anche il livello di accettazione sociale. Quando questa soglia viene superata aumentano il conflitto, il bracconaggio e la perdita di consenso verso le stesse politiche di conservazione. L'autore propone quindi una gestione adattativa, scientificamente fondata e partecipata, nella quale anche il mondo venatorio possa contribuire al monitoraggio, alla raccolta dati e al dialogo con le comunità locali. È uno dei capitoli più equilibrati dell'intero volume perché prova a individuare un punto d'incontro tra conservazione della biodiversità e sostenibilità sociale.

Le testimonianze

La seconda parte del libro raccoglie gli interventi di allevatori e rappresentanti dei comitati civici. Qui il registro cambia completamente. Il linguaggio scientifico lascia spazio al racconto diretto delle difficoltà quotidiane: la paura delle predazioni, l'abbandono degli alpeggi, le difficoltà burocratiche per ottenere gli indennizzi, il peso psicologico di una presenza costante del predatore. Sono pagine che restituiscono, nella testimonianza, una dimensione umana spesso negata nella comunicazione istituzionale.

Naturalmente il volume non pretende né potrebbe rappresentare l'intero spettro delle posizioni sul tema. La prospettiva è chiaramente dichiarata fin dall'introduzione: dare voce a un punto di vista ritenuto sottorappresentato nel panorama editoriale italiano. In un dibattito spesso ridotto allo scontro tra opposti estremismi, Grandi carnivori. Impatto sociale e prospettive propone argomentazioni, dati, riferimenti bibliografici e riflessioni interdisciplinari che meritano di essere conosciuti anche da chi non ne condivida tutte le conclusioni.

Il giudizio

Più che un libro contro il lupo, questo è un libro sul rapporto tra conservazione della natura, società rurale e democrazia. Il suo messaggio centrale è che nessuna politica di conservazione può essere realmente efficace se perde il consenso delle popolazioni che vivono il territorio.

Si può condividere o contestare le tesi sostenute dagli autori. Più difficile è ignorare le domande che il volume pone: quale ruolo deve avere oggi il mondo rurale nelle politiche ambientali? È possibile costruire una convivenza che tenga conto non solo della biologia delle specie, ma anche della sostenibilità sociale? E fino a che punto la conservazione può essere imposta senza alimentare nuove forme di conflitto? Sono interrogativi destinati a rimanere al centro del dibattito italiano negli anni a venire. Per questo motivo, Grandi carnivori. Impatto sociale e prospettive rappresenta una lettura utile e, soprattutto, necessaria.



Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.


Altri articoli dalla sezione Conservazione

Green Philosophy: l'ecologia nasce dall'amore per la propria casa
Pubblicato il in Conservazione | Matteo Brogi
Green Philosophy: l'ecologia nasce dall'amore per la propria casa

Roger Scruton propone un'ecologia fondata sull'oikophilia: si protegge davvero l'ambiente solo quando lo si sente parte della propria identità >>

Cosa sta succedendo alla
Pubblicato il in Conservazione | Redazione
Cosa sta succedendo alla "Fabbrica delle anatre" americana?

Nelle ultime settimane negli Usa cresce la mobilitazione in difesa della "Fabbrica delle anatre", una vasta regione umida a cavallo tra Canada e Stati Uniti >>

La qualità delle strutture: il successo di un ripopolamento
Pubblicato il in Conservazione | Giuliano Milana
La qualità delle strutture: il successo di un ripopolamento

Le strutture di allevamento non sono semplici contenitori: dalla loro progettazione dipendono benessere animale, biosicurezza e successo dei ripopolamenti >>

Il cacciatore come figura ecologica
Pubblicato il in Conservazione | Matteo Brogi
Il cacciatore come figura ecologica

Il futuro della caccia dipende dalla qualità etica dei cacciatori. Conoscenza, responsabilità e conservazione ne definiscono oggi la vera identità >>