La caccia con i cani da cerca è sempre molto divertente e dinamica visto che il cacciatore deve stare sempre nelle immediate vicinanze dell'ausiliare al lavoro
La caccia con i cani da cerca è sempre molto divertente e dinamica visto che il cacciatore deve stare sempre nelle immediate vicinanze dell'ausiliare al lavoro - © Lorenzo Baldi
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di Diana & Wilde

Il fascino della selvaggina stanziale

L'apertura della caccia a metà settembre è, per molti, sinonimo di selvaggina stanziale. Che si tratti di fagiani, starne, pernici o dell'attesa della lepre, questa prima giornata è una festa: un ritorno al fucile dopo mesi, da vivere con i compagni e meno con l'ossessione del carniere

di Lorenzo Baldi

Il primo giorno di caccia è abbastanza naturale che l'attenzione di ogni cacciatore, persino dei più incalliti migratoristi, sia rivolta verso la classica selvaggina stanziale. L'apertura non è solo un evento, è una festa. La prima giornata della stagione è sempre densa di aspettative, un momento gratificante da vivere con serenità, circondati dai compagni di sempre. Non si pensa tanto al carniere, quanto al puro piacere di imbracciare di nuovo il fucile dopo nove lunghi mesi, guardando con fiducia alle tante giornate che ci aspettano fino al 31 gennaio.

In caso di stagione siccitosa, i piccoli laghetti come questo, ai margini di un bosco, sono fondamentali per la vita dei selvatici
In caso di stagione siccitosa, i piccoli laghetti come questo, ai margini di un bosco, sono fondamentali per la vita dei selvatici - © Lorenzo Baldi

Il primo giorno è un via vai di gente. Tutti vogliono essere fuori, e le zone più promettenti, quelle che abbiamo affrontato in addestramento con i nostri ausiliari, si riempiono subito dopo l'alba. Personalmente, ho sempre preferito evitare questi luoghi super affollati. Insieme ai miei compagni, abbiamo ogni anno optato per zone magari meno ricche di selvaggina ma con più spazio da esplorare. L'ideale? Un territorio che offra pasture, acqua e rifugi tranquilli. Pensate a stoppie di grano che si alternano a campi di mais o foraggio, interrotte da siepi, boschetti e incolti. Se a questo aggiungiamo canali e laghetti, siamo in paradiso! Questi posti sono rari, certo, ma con un po' di studio è possibile trovare aree dove godersi la caccia in pace e ammirare i cani al lavoro senza l'assillo della concorrenza. Se la giornata è secca e siamo soli, si può sciogliere subito il cane, cacciando con il fresco. Altrimenti, meglio aspettare che il terreno si asciughi un po'.

Sulle tracce del vero fagiano

Parliamoci chiaro: c'è una differenza abissale tra un fagiano di immissione e un vero selvatico. Quest'ultimo, nato e cresciuto in natura, è un avversario formidabile. Cimentarsi con loro significa ingaggiare vere "battaglie": lunghi pedinamenti, ferme mozzafiato, rimesse imprevedibili. Sono selvatici con la "S" maiuscola e sono loro che ti fanno innamorare della caccia con il cane… parola di migratorista!

Quando si affrontano questi animali, è fondamentale usare la testa. Se siete in più cacciatori, sfruttate la squadra: posizionatevi strategicamente per "parare" le possibili fughe nei boschetti o nelle siepi. La vegetazione fitta è un loro alleato prezioso. E ricordate: silenzio e circospezione sono d'oro. Niente urla! Prima di partire, pianificate insieme la strategia per coprire al meglio il territorio. Battete ogni siepe, ogni incolto, ogni stoppia. E tenete a mente che nelle ore più calde i fagiani si riposano a terra, mentre di notte dormono sugli alberi. Se la stagione è secca, l'acqua è cruciale: cercate zone con canali o laghetti.

Un cacciatore e il suo cocker spaniel impegnati nell'esplorazione di un incolto misto a pastura spontanea, un mix perfetto per i fagiani
Un cacciatore e il suo cocker spaniel impegnati nell'esplorazione di un incolto misto a pastura spontanea, un mix perfetto per i fagiani - © Lorenzo Baldi

Per quanto riguarda l'attrezzatura, il buon vecchio semiautomatico calibro 12 è sempre valido e rappresenta una scelta sicura, ma se desiderate provare qualcosa di diverso, più sportivo e pratico, potreste scegliere tra un calibro 20 basculante (doppietta o sovrapposto) o addirittura un calibro 28, sempre a due canne. Utilizzando cartucce e strozzature adeguate con entrambi i calibri sarete sempre performanti. Per quanto riguarda le munizioni, nel calibro 20 potremo usare cartucce con borra in feltro da 28-30 grammi a piombo 7 mentre per il calibro 28 si trovano in commercio ottime munizioni bior o con borra in feltro da 21 a 24 grammi a piombo 6 – 7 – 8.

Non solo fagiani…

Oltre al fagiano, si possono incontrare starne, pernici, lepri e minilepri. Ognuna con le sue peculiarità. Starne e pernici rosse sono selvatici sempre difficili da cacciare, soprattutto per le difficoltà di avvicinamento di cane e cacciatore dovute agli ambienti che prediligono: stoppie di cereali, medicai, praterie di montagna con estese mirtillaie dove questi selvatici possono esaltare le loro doti di eccezionali e veloci pedinatrici, rendendo spesso durissimo il lavoro di cani e cacciatori.

Analogamente, può capitare che i cani, magari memori di esperienze passate, percepiscano l'usta di una lepre o, più spesso, la trovino nel covo, costringendola a una fuga precipitosa. In questi casi, è fondamentale conoscere bene il proprio cane e comprendere dal suo comportamento se ha avvertito la presenza della lepre e quindi essere pronti e sempre il più vicino possibile all'ausiliare.

Le zone meno ricche di selvaggina ma con più spazio da esplorare permettono di godersi la caccia in pace e ammirare i cani al lavoro senza l'assillo della concorrenza
Le zone meno ricche di selvaggina ma con più spazio da esplorare permettono di godersi la caccia in pace e ammirare i cani al lavoro senza l'assillo della concorrenza - © Lorenzo Baldi

Se nelle zone scelte per l'apertura sono presenti le minilepri le cose diventano ancora più difficili soprattutto a causa della rigogliosa vegetazione, visto che questo piccolo silvilago si rifugia nei cespugli e nei rovi più intricati, da dove esce solo se costretto. In queste condizioni il tiro sarà quasi sempre di stoccata e a breve o media distanza. Se ci accorgiamo che i cani sono alle prese con questo selvatico, è necessario posizionarsi nei punti di uscita e di maggiore visibilità e rimanerci per motivi di sicurezza, cercando comunque di coprire al meglio la porzione di territorio a noi riservata ricordandoci sempre che cacciando lepri e minilepri si spara a terra e quindi devono aumentare le normali regole di prudenza e sicurezza.

L'arma e le munizioni usate per il fagiano vanno benissimo anche per gli altri selvatici. Per le pernici rosse e le starne, però, potrebbe essere utile montare una strozzatura a due stelle sulla seconda canna del basculante per tiri più lunghi, oppure usare in terza canna una cartuccia con contenitore a piombo 6 se avete un semiautomatico.

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