
di Giuliano Milana
La città sostenibile è davvero sostenibile?
La vera sostenibilità nasce dal riconoscere che città e campagna non sono mondi contrapposti, ma parti dello stesso sistema. Dimenticarlo significa perdere il senso delle nostre radici e delle nostre responsabilità
C'è una narrazione che raramente viene messa in discussione ed è quella della città come modello di eccellenza di sostenibilità. Eppure, le grandi aree urbane producono solo una parte minima di ciò che serve ai loro abitanti per vivere. Il cibo, l'acqua, l'energia e gran parte delle materie prime arrivano da territori esterni, spesso sempre più lontani. La città genera ricchezza, servizi e innovazione, ma il suo sostentamento materiale dipende in larga misura dal mondo rurale e dagli ecosistemi che lo sorreggono. Paradossalmente, è proprio la campagna a essere chiamata più spesso a cambiare e adattarsi.
La crescente distanza dalla produzione del cibo ha favorito una visione sempre più idealizzata della natura. La si osserva, la si consuma come esperienza, la si trasforma in paesaggio o in scenografia, senza coglierne fino in fondo gli equilibri ecologici, il lavoro quotidiano e i compromessi necessari per conservarla. Agricoltura, allevamento, caccia, pesca e gestione della fauna vengono così spesso giudicati attraverso una rappresentazione semplificata, lontana dalla loro reale complessità.
Un mondo che rischia di smarrire l'identità
Anche il mondo rurale, nel tentativo di rispondere alle aspettative urbane, rischia di smarrire la propria identità. Borghi, paesaggi, tradizioni e perfino i sapori tendono ad assomigliarsi sempre di più. Quella che chiamiamo globalizzazione, talvolta, si traduce in una progressiva omologazione culturale e territoriale.
Una società davvero sostenibile dovrebbe forse ricominciare da una domanda semplice: quanto è realmente autonoma una città? E quale sarebbe il suo futuro senza il lavoro, le conoscenze e le risorse che provengono quotidianamente dal mondo rurale?
Prima di impartire lezioni alla campagna, varrebbe la pena che la città riflettesse sul proprio impatto ecologico e sul rapporto, tanto indispensabile quanto spesso dimenticato, che la lega ai territori da cui dipende ogni giorno. Il progresso non consiste nel dimenticare le proprie radici, ma nel riconoscere il valore delle relazioni che rendono possibile la nostra esistenza.
Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.



