La quaglia comune è l’unico galliforme migratore. Specie in declino, è oggi minacciata dall’ibridazione con la quaglia giapponese e dai mutamenti agricoli
La quaglia comune è l’unico galliforme migratore. Specie in declino, è oggi minacciata dall’ibridazione con la quaglia giapponese e dai mutamenti agricoli - © M. Bonora
Pubblicato il in Conservazione
di Diana & Wilde

La difficile gestione della quaglia

Specie migratrice affascinante e diffusa, la quaglia comune è sempre più minacciata da agricoltura intensiva e ibridazione con la quaglia giapponese, introdotta a scopi venatori

di Giuliano Milana

La quaglia comune (Coturnix coturnix) è un piccolo uccello (lunghezza 16–20 cm; apertura alare 32–35 cm; peso 70–140 g nei maschi e 70–155 g nelle femmine) appartenente all'ordine Galliformes, famiglia Phasianidae, e rappresenta l’unico membro della famiglia a comportamento migratorio marcato (Cramp & Simmons, 1980).

La specie…

Si tratta di una specie politipica a distribuzione paleartico-paleotropicale, con marcate variazioni fenotipiche e genotipiche dovute alla vastità dell’areale e alla presenza di popolazioni isolate e stanziali (Guyomarc’h et al., 1998). La nidificazione avviene nell’Europa centrale e meridionale, nell’Asia occidentale e in parte dell’Africa settentrionale, incluse le isole Canarie, Azzorre, Madeira, Capo Verde, Egitto settentrionale, Israele e il nord dell’Iraq e dell’Iran. In Asia è presente fino al lago Bajkal, Mongolia, Nepal, Cina occidentale, Pakistan, Afghanistan, Kashmir, Bhutan, nord-est dell’India e Bangladesh settentrionale. È stata inoltre introdotta con successo sull’isola di Mauritius (Aebischer & Lucio, 1997).

La nidificazione avviene nell’Europa centrale e meridionale, nell’Asia occidentale e in parte dell’Africa settentrionale
La nidificazione avviene nell’Europa centrale e meridionale, nell’Asia occidentale e in parte dell’Africa settentrionale - © Giordano Tognarelli

… e le sottospecie

Attualmente sono riconosciute cinque sottospecie:

C. c. coturnix (nominale): Europa, Asia occidentale e Africa settentrionale;
C. c. africana (Temminck & Schlegel, 1849): Sudafrica;
C. c. confisa (Hartert, 1917): Madeira, Azzorre e Canarie;
C. c. inopinata (Hartert, 1917): Capo Verde;
C. c. erlangeri (Zedlitz, 1912): Etiopia.

Il piumaggio non presenta caratteri appariscenti come in altri rappresentanti dell’ordine dei galliformi; la parte superiore del corpo è bruna con striature nere e giallo-crema che formano due bande più o meno chiare. Le parti inferiori sono color crema e la gola è biancastra incorniciata da bande scure. Sulla testa sono visibili tre strisce longitudinali giallastre.

La quaglia si incontra generalmente su terreni pianeggianti o leggermente ondulati sotto i 1000 metri di altitudine, anche se non è raro che si spinga fino ad un’altitudine di 1800 m in alcune vallate delle Alpi e perfino a quote superiori
La quaglia si incontra generalmente su terreni pianeggianti o leggermente ondulati sotto i 1000 metri di altitudine, anche se non è raro che si spinga fino ad un’altitudine di 1800 m in alcune vallate delle Alpi e perfino a quote superiori - © Giordano Tognarelli

Come detto, la quaglia fa parte dell’ordine dei Galliformi, che comprende tra le altre specie anche il fagiano o il pollo domestico. Presenta, come quest’ultimo, un corpo compatto, ma con coda corta e ali lunghe, adattate al volo migratorio (Cramp & Simmons, 1980). Si incontra generalmente su terreni pianeggianti o leggermente ondulati sotto i 1000 metri di altitudine, anche se non è raro che si spinga fino ad un’altitudine di 1800 m s.l.m. in alcune vallate delle Alpi e perfino a quote superiori sull’Himalaya (BirdLife International, 2015). Non tollera i climi estremi: fugge dal troppo caldo e troppo freddo, dall’aridità e dell’umidità eccessiva. Predilige quindi la pianura o al limite la collina e si stabilisce in habitat aperti con bassa vegetazione come praterie incolte, steppe, campi coltivati a cereali (soprattutto frumento e segale) e a foraggere (soprattutto erba medica e trifoglio).

La nidificazione

Nidifica al suolo, in piccole cavità tra la vegetazione. I maschi, territoriali, giungono per primi e formano coppie stabili fino alla schiusa delle uova. La femmina depone 8-18 uova in una decina di giorni, che incuba per 17–18 giorni. I pulli sono nidifughi, crescono in fretta e con l’aiuto della madre imparano a trovare il cibo da soli. All’età di circa tre settimane sono in grado di volare e raggiungono l’indipendenza tra i 30 e i 50 giorni (Guyomarc’h et al., 1998), arrivando a essere pronti a partire per la migrazione già a due mesi. La quaglia comune è una madre caparbia: qualora la covata non andasse a buon fine, può farne una seconda o addirittura una terza; questo spiega anche la presenza di nidiate tardive in agosto e settembre.

La dieta

Ha dieta onnivora. In primavera predilige cibo proteico: insetti (Coleoptera, Orthoptera, Formicidae), lombrichi, molluschi. Tale alimentazione consente all’uccello di recuperare le forze dopo il lungo viaggio migratorio e di prepararsi alla riproduzione e all’allevamento dei piccoli. Più avanti nella stagione, la quaglia mangia una maggiore quantità di semi, fino a che questi costituiranno la fonte di nutrimento principale che consentirà di accumulare le riserve lipidiche utili alla migrazione (Cramp & Simmons, 1980).

Gli spostamenti

Il canto della quaglia comune è una delle colonne sonore tipiche delle campagne europee, un suono che assieme al frinire delle cicale fa da cornice alle assolate giornate estive. Per gli inglesi il canto dei maschi può essere onomatopeicamente imitato dalla ripetizione di tre semplici parole wet my lips (letteralmente “bagna le mie labbra”). Se il canto dei maschi è noto a tutti risulta più difficile udire e distinguere quello delle femmine molto più discreto e simile ad un “piou-pioup” (Scherzinger, 2003) che ricorda nei toni più il verso di un grillo.

Il piumaggio non presenta caratteri appariscenti come in altri rappresentanti dell’ordine dei galliformi; la parte superiore del corpo è bruna con striature nere e giallo-crema che formano due bande più o meno chiare. Le parti inferiori sono color crema e la gola è biancastra incorniciata da bande scure. Sulla testa sono visibili tre strisce longitudinali giallastre
Il piumaggio non presenta caratteri appariscenti come in altri rappresentanti dell’ordine dei galliformi; la parte superiore del corpo è bruna con striature nere e giallo-crema che formano due bande più o meno chiare. Le parti inferiori sono color crema e la gola è biancastra incorniciata da bande scure. Sulla testa sono visibili tre strisce longitudinali giallastre - © Raniero Novelli

Specie migratrice per eccellenza, anche se ci sono individui che rimangono a svernare nei paesi dell’Europa centro-settentrionale (Irlanda, Inghilterra e Germania occidentale) ed altri che si fermano a passare l’inverno lungo le coste mediterranee, la gran parte della popolazione europea si porta a svernare nelle steppe aride al di sotto del confine meridionale del Sahara, dal Senegal al Sudan, e negli altopiani di Abissinia e Kenia.

La migrazione assume connotazioni peculiari, infatti ciascun individuo parte da solo per poi riunirsi in gruppi alla vigilia della grande traversata; a questo punto a migliaia si preparano a partire dall’Europa meridionale. Raggiunte le coste africane trascorrono alcuni giorni al suolo, recuperando le forze, prima di spiccare nuovamente il volo. Gran parte della popolazione che trascorre in Europa i mesi caldi migra verso l’Africa a settembre, ma anche in ottobre e novembre, fermandosi soprattutto in Egitto. Alcuni gruppi però sono presenti in Nord Africa già dalla fine di agosto mentre in settembre può anche accadere di trovare in Europa centrale femmine ancora intente a covare le loro uova.

L’allestimento di allevamenti industriali per la produzione alimentare e l’ibridazione con la congenere quaglia del Giappone (Coturnix japonica), di dimensione leggermente più grosse ma difficilmente distinguibile dalla quaglia “nostrana”, rappresentano una seria minaccia
L’allestimento di allevamenti industriali per la produzione alimentare e l’ibridazione con la congenere quaglia del Giappone (Coturnix japonica), di dimensione leggermente più grosse ma difficilmente distinguibile dalla quaglia “nostrana”, rappresentano una seria minaccia - © M. Bonora

Il rientro verso nord invece avviene solitamente in aprile. In Italia la quaglia comune è migratrice regolare, nidificante e localmente svernante nelle regioni più meridionali, peninsulari e insulari, in Sardegna è regolarmente presente una popolazione stanziale (Brichetti & Fracasso, 2003). La migrazione primaverile inizia già ai primi di aprile e si protrae sino al completo insediamento della popolazione nidificante a fine maggio. Ancora in giugno giungono femmine che hanno già nidificato in Nord Africa e che non è certo possano riprodursi nuovamente. La migrazione post-riproduttiva verso i quartieri di svernamento africani inizia già i primi di agosto e continua fino a settembre (Guyomarc’h et al., 1998).

Stimata tra 15 e 35 milioni di individui adulti nel mondo, è classificata come Least concern (IUCN, 2023; BirdLife International, 2015). Tuttavia, la specie è in declino come nidificante in alcune regioni europee a causa della modernizzazione agricola (PECBMS, 2020).

La minaccia dell’ibridazione

L’allestimento di allevamenti industriali per la produzione alimentare e l’ibridazione con la congenere quaglia del Giappone (Coturnix japonica), di dimensione leggermente più grosse ma difficilmente distinguibile dalla quaglia “nostrana”, rappresentano una seria minaccia. Generalmente in passato la quaglia comune e la quaglia giapponese sono state distinte a livello sottospecifico, rispettivamente C. c. coturnix e C. c. japonica. Successivamente è prevalsa la tesi secondo la quale i due taxa debbano considerarsi distinti a livello specifico. Al di là di questi aspetti tassonomici, tra le due specie esistono differenze nel canto e nel comportamento migratorio, senza dimenticare che le quaglie giapponesi allevate appartengono a ceppi selezionati dall’uomo già da alcune centinaia di anni, tanto da essere considerate in via di domesticazione.

La quaglia comune ha mostrato negli ultimi decenni sensibili riduzioni nel numero, dovute principalmente alla modifica dei metodi agricoli e della tipologia delle coltivazioni
La quaglia comune ha mostrato negli ultimi decenni sensibili riduzioni nel numero, dovute principalmente alla modifica dei metodi agricoli e della tipologia delle coltivazioni - © Christoph Moning

In Italia, a partire dalla fine degli anni ’50, è stata una delle specie più ampiamente introdotte sia per utilizzo venatorio “pronto caccia”, sia per immissioni in zone di addestramento cani. Nel 1966 è stata addirittura selezionata una varietà semi-melanica (“arcianello”) definita di origine ibrida e commercializzata anche a scopo di ripopolamento; tale forma è stata, tra l’altro, liberata anche sull’Isola di Capraia (Livorno) nel 1966. Oggi la quaglia giapponese viene ancora diffusamente utilizzata negli allevamenti zootecnici a scopo alimentare e anche in alcuni quagliodromi. L’elevato numero di generazioni ottenute in cattività per alcuni autori non ha comunque eliminato le attitudini migratorie della specie; difatti risulta che la maggior parte abbandoni le zone di immissione al sopraggiungere dell’epoca della migrazione. Individui inanellati rilasciati in Italia hanno mostrato movimenti di una certa entità, per esempio dalla Toscana alla Sardegna meridionale (Baccetti et al. 1997).

Coppie miste e riduzioni di numero

È stata accertata la presenza di geni di questa specie nel genotipo di individui di C. coturnix catturati in Italia (D’Amico et al. 1999, Guyomarc’h et al. 1999), causata dalla formazione di coppie miste in aree interessate da continue immissioni di quaglie giapponesi. In riferimento al D.P.R. n 357/97, modificato dal D.P.R. 120/03, l’immissione in natura di quaglie giapponesi e soprattutto degli esemplari ibridi è vietata. Tenuto conto del divieto di immissione si rende necessario impedire l’impiego della quaglia giapponese o suoi ibridi per le citate attività di tipo venatorio e cinotecnico. Inoltre, negli allevamenti finalizzati alla produzione di esemplari per tali attività, è necessario consentire e favorire esclusivamente la produzione della quaglia comune (Coturnix coturnix).

Specie migratrice per eccellenza, anche se ci sono individui che rimangono a svernare nei paesi dell’Europa centro-settentrionale (Irlanda, Inghilterra e Germania occidentale) ed altri che si fermano a passare l’inverno lungo le coste mediterranee, la gran parte della popolazione europea si porta a svernare nelle steppe aride al di sotto del confine meridionale del Sahara
Specie migratrice per eccellenza, anche se ci sono individui che rimangono a svernare nei paesi dell’Europa centro-settentrionale (Irlanda, Inghilterra e Germania occidentale) ed altri che si fermano a passare l’inverno lungo le coste mediterranee, la gran parte della popolazione europea si porta a svernare nelle steppe aride al di sotto del confine meridionale del Sahara - © Baldcoot

La quaglia comune ha mostrato negli ultimi decenni sensibili riduzioni nel numero, dovute principalmente alla modifica dei metodi agricoli e della tipologia delle coltivazioni. Essa è tuttavia una specie comune, principalmente durante le migrazioni, mentre sembrerebbe in calo come nidificante. Le mutate condizioni del paesaggio agrario e i moderni metodi di coltivazione sono ritenuti tra i fattori limitanti più significativi. Inoltre, le massicce immissioni di quaglie giapponesi di allevamento e/o di loro ibridi con la sottospecie nominale non paiono prive di effetti negativi a causa degli accoppiamenti accertati con individui della popolazione selvatica che origina inquinamento genetico. È evidente come l’inquinamento genetico di una specie autoctona di abitudini migratrici, qual è la quaglia comune, costituisca un fatto di notevole pericolosità, in quanto rappresenta un fenomeno che può diffondersi sul territorio in maniera rapida ed avere comunque ripercussioni sulla fitness e sulla capacità di sopravvivenza dei soggetti selvatici.

Articolo concesso da Diana & Wilde / Edizioni Lucibello, luglio 2025

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