
di Matteo Brogi
Manuale di caccia con l'arco: una seconda edizione rinnovata
La seconda edizione del volume di Emilio Petricci rappresenta un aggiornamento sostanziale dell'opera pubblicata nel 2016. Il volume, un punto di riferimento per il bowhunting italiano, mira non solo a insegnare l'utilizzo di arco e frecce a caccia, ma soprattutto a comprendere il territorio, la fauna e la tecnica venatoria che rendono il prelievo con l'arco efficace, etico e consapevole
Dieci anni possono cambiare profondamente una disciplina, soprattutto quando questa vive una continua evoluzione tecnica e culturale. È quanto emerge sfogliando la seconda edizione del Manuale di caccia con l'arco di Emilio Petricci, un'opera che non si limita ad aggiornare il testo pubblicato nel 2016, ma si presenta come un volume sostanzialmente nuovo, ampliato e approfondito.

La crescita è evidente già nei numeri. Le pagine passano da 304 a 406, mentre il formato editoriale viene rivisto per accogliere una quantità decisamente maggiore di contenuti e di fotografie. Rimane invariata la struttura dei venti capitoli, ma ciascun argomento beneficia di una trattazione più estesa e aggiornata. A questo si aggiunge un apparato iconografico completamente ripensato, che raggiunge circa quattrocento immagini tra fotografie, schemi e illustrazioni, trasformando il volume in uno strumento di consultazione ancora più efficace.
Non un semplice manuale di tiro
Definire quest'opera un semplice manuale di tiro con l'arco sarebbe però riduttivo. Petricci lo presenta come un manuale di tecniche venatorie, e l'indice conferma questa impostazione. Solo una parte limitata dell'opera è dedicata all'attrezzatura: arco, frecce e confronto con l'arma da fuoco occupano infatti appena una novantina di pagine. Il cuore del volume riguarda invece tutto ciò che precede e segue il momento dello scocco: la scelta dell'ambiente, la lettura del territorio, la conoscenza del selvatico e dei suoi sensi, l'individuazione delle aree frequentate dalla selvaggina, la scelta dell'appostamento, l'attesa, l'osservazione dell'animale, il recupero e, infine, la valorizzazione della carne.

È una scelta che ribadisce come la caccia con l'arco non consiste semplicemente nel sostituire il fucile con un'altra arma, ma richiede un approccio completamente diverso all'azione venatoria. La limitata distanza di tiro impone infatti una conoscenza molto più approfondita del comportamento animale, dell'ambiente e delle dinamiche che regolano l'avvicinamento al selvatico. In questo senso, l'obiettivo di Petricci è quello di formare prima il cacciatore e solo successivamente l'arciere.
Tra gli aggiornamenti più evidenti figurano quelli dedicati alle nuove tecnologie. L'evoluzione delle attrezzature degli ultimi dieci anni trova ampio spazio, così come la parte normativa è stata completamente aggiornata, con un riesame delle leggi e dei regolamenti che disciplinano la caccia con l'arco in Italia e all'estero.
Oltre la tecnica
Uno dei capitoli che merita una menzione particolare è quello dedicato all'anatomia animale in funzione del prelievo. Si tratta di una sezione che coinvolge tutti i cacciatori, qualunque sia lo strumento utilizzato, nella quale l'autore affronta la conoscenza anatomica non come semplice nozione zoologica, ma come elemento imprescindibile per un prelievo efficace e rispettoso dell'animale. È una trattazione approfondita, supportata da un ricco apparato illustrativo, che contribuisce a chiarire l'importanza del corretto posizionamento del tiro e delle conseguenze che derivano da una valutazione anatomica errata.

Le immagini - molte delle quali dell'autore e di Andrea Dal Pian - non hanno una funzione meramente decorativa, ma accompagnano costantemente il testo, facilitando la comprensione delle spiegazioni tecniche e delle situazioni venatorie. È un valore aggiunto particolarmente apprezzabile in un'opera destinata tanto ai neofiti quanto ai cacciatori già esperti.
Caccia con l'arco, un'attività sostenibile
Rileggendo oggi la prefazione che Franco Nobile aveva scritto per la prima edizione, colpisce quanto il suo giudizio sia ancora attuale. Definiva infatti il volume «redatto con stile piacevolmente divulgativo e scientificamente attendibile» e capace di «fare definitivamente giustizia dei più radicati pregiudizi contro gli arcieri». A distanza di dieci anni, questa seconda edizione non solo conferma quelle qualità, ma le rafforza grazie a un aggiornamento sostanziale dei contenuti e a un ulteriore approfondimento degli aspetti tecnici e venatori.

Il risultato è un'opera che, pur mantenendo un linguaggio accessibile, riesce a coniugare rigore tecnico, esperienza sul campo e capacità divulgativa. È un libro che non insegna soltanto come utilizzare un arco da caccia, ma trasmette una cultura della caccia fondata sulla conoscenza dell'ambiente, del comportamento animale e della responsabilità del cacciatore.
Per chi desidera avvicinarsi a questa disciplina rappresenta il testo di riferimento oggi disponibile in lingua italiana (e inglese). Per chi già la pratica costituisce invece un aggiornamento completo e una preziosa occasione di approfondimento. In entrambi i casi, questa seconda edizione conferma il Manuale di caccia con l'arco di Emilio Petricci come uno dei contributi editoriali più importanti dedicati al bowhunting nel panorama venatorio nazionale.

Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.



