Un centinaio di manifestanti si sono radunati nella pineta di Classe per esprimere il loro dissenso nei confronti della rimozione dei daini
Un centinaio di manifestanti si sono radunati nella pineta di Classe per esprimere il loro dissenso nei confronti della rimozione dei daini - © LubosHouska
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Daini del Delta del Po, proseguono le proteste contro la rimozione

Proseguono le proteste degli animalisti contrari alla rimozione di un migliaio di daini dalle pinete di Lido di Volano e Lido di Classe, in parte ricomprese nel Parco regionale del Delta del Po.
Nella giornata di domenica 2 ottobre, un centinaio di manifestanti si sono radunati nella pineta di Classe per esprimere il loro dissenso nei confronti della decisione presa dall'Ente parco in accordo con Regione e Ispra.

La vicenda ha inizio circa un anno fa, quando, a causa dei numerosi danni provocati alla biocenosi delle pinete e per ridurre i conflitti con le attività antropiche, la regione Emilia Romagna, con delibera 140 del 2021, ne aveva disposto la cattura e la successiva ricollocazione in allevamenti amatoriali o da carne oppure la liberazione in territorio a caccia programmata.
La decisione è stata fin da subito avversata da diverse associazioni e numerosi cittadini, che dipingevano la soluzione come "un destino di morte in differita", e ha suscitato un forte dibattito i cui echi sono arrivati anche in Consiglio regionale.

L'Ente parco, nei mesi scorsi, ha espletato una manifestazione di interesse per le operazioni di cattura e trasferimento alla quale però nessuno ha partecipato. La problematica è quindi lontana dall'essere risolta. Ci si dovrà ora interrogare sull'opportunità di reiterare la manifestazione di interesse per la cattura o decidere, appurato che i "metodi ecologici" contemplati dalla normativa non sono una soluzione praticabile, se procedere con il controllo tramite abbattimento.
In ogni caso l'intera vicenda pone ancora una volta l'attenzione su un tema chiave come il controllo della fauna selvatica.

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