Sono sempre più frequenti gli articoli di cronaca che riguardano il lupo
Sono sempre più frequenti gli articoli di cronaca che riguardano il lupo - © Andrea Dal Pian
Pubblicato il in Conservazione
di Redazione

Lupo, cronaca di una presenza che fa cronaca

È sufficiente sfogliare le pagine delle rassegne stampa realizzate per gli addetti ai lavori del mondo che ruota attorno al tema gestione faunistico-ambientale per accorgersi in un colpo solo che sono sempre più frequenti gli articoli di cronaca che riguardano il lupo.

Prendendo in esame i soli giorni del ponte che ci siamo appena lasciati alle spalle, troviamo l'ennesimo pezzo che Il Cittadino dedica alla presenza della specie nel Lodigiano, questa volta a seguito della passeggiata notturna di un esemplare nel piccolo paese di San Fiorano, La Stampa che un giorno raccoglie lo sfogo del primo cittadino di Malesco che si fa portavoce degli allevatori disperati del Verbano Cusio Ossola e che il giorno dopo si occupa di lupi nell'Astigiano, un altro quotidiano locale alpino che plaude alla decisione dell'amministrazione cantonale del Ticino svizzero di abbattere M187, reo di aver fatto strage di armenti, proseguendo apprendiamo che, nella scorsa settimana, nel Parco Alpi Cozie si è registrato il primo caso di cattura, successiva "infertilizzazione" e liberazione di un giovane ibrido, episodio parte di una più ampia strategia incruenta per arginare il fenomeno dell'inquinamento genetico dovuto all'ibridazione con il cane e incappiamo in altri articoli di minor entità che per esigenza di brevità non riportiamo.
Insomma, una presenza lupina, anche sulla carta stampata, tutto fuorché irrilevante.

Nel frattempo, volendo approfondire il pragmatismo elvetico, scopriamo che M189 è in buona compagnia e che nel vicino Cantone dei Grigioni si procederà con altri abbattimenti. Lunedì 31 ottobre, le autorità hanno confermato di "aver messo nel mirino", e non si fa per dire, altri tre esemplari. Un maschio adulto di un branco del Beverin e due giovani esemplari di un branco del Wannaspitz.

D'altronde l'esigenza di "gestire", leggasi controllare, il grande carnivoro oramai è una realtà consolidata in quasi tutti i paesi del vecchio continente nei quali è presente e non sarà sfuggita ai più la notizia tutto sommato recente dell'appello alla Commissione europea per la declassificazione del lupo da "rigorosamente protetto" a "protetto" presentato dall'on. Pietro Fiocchi e da una quarantina di altri membri dell'Europarlamento e supportata anche dall'ex parlamentare europeo dei Verdi ed ex scalatore Reinold Messner. Misura che garantirebbe agli stati europei una procedura più snella per la rimozione degli esemplari in sovrannumero.

Insomma, si fa un gran parlare di lupo, anche perché intanto si sono concluse a maggio di quest'anno le lunghe operazioni del monitoraggio nazionale della specie che hanno semplicemente confermato quel che già tutti sapevano. I lupi nel nostro paese sono tanti e sono in aumento. Il documento Ispra ipotizza 3300 esemplari sparsi nella quasi totalità degli ambienti idonei dell'Italia peninsulare.

Con numeri simili siamo pronti a scommettere che se ne parlerà sempre di più, non scommettiamo un euro invece su quando si passerà dalle parole ai fatti.

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