Trent'anni fa, quando è stata approvata la l. 157/92, gli ungulati non rappresentavano un problema ed pericolo come invece accade oggi
Trent'anni fa, quando è stata approvata la l. 157/92, gli ungulati non rappresentavano un problema ed pericolo come invece accade oggi - © Jerzy Strzelecki
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di Redazione

Modifiche alla 157, le reazioni degli addetti ai lavori

Con l'approvazione della Finanziaria, giovedì in Senato, sono state approvate anche le modifiche alla 157 che tanto hanno fatto discutere nelle ultime settimane. L'attuazione dei piani di controllo può essere affidata ai cacciatori, che ora rientrano pienamente tra le figure previste dalla normativa, e il Ministero ha tempo quattro mesi per approvare un piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica. Se nel dibattito è stato dato molto spazio alle dichiarazioni dei detrattori del provvedimento e al mondo animalista, molto meno è stato quello riservato agli addetti ai lavori. Vediamo ora alcuni commenti.

A conclusione dell'iter di approvazione il Cncn, il Comitato nazionale caccia e natura, ha espresso la sua soddisfazione per le modifiche apportate. «La legge 157/92 compie quest'anno il suo trentesimo compleanno e si riferisce a una situazione faunistica estremamente diversa da quella odierna - ha affermato Maurizio Zipponi, presidente del Cncn - Gli ungulati, in passato estremamente localizzati ed in numero molto minore, non rappresentavano un pericolo significativo in quanto non si avventuravano nelle zone antropizzate, come invece accade adesso. Per questo si è rivelato necessario modificare una parte della legge non rispondente alle necessità rappresentate della situazione attuale».

Anche Massimo Buconi, presidente nazionale di Federcaccia, plaude alle modifiche affermando che finalmente si ha avuto il coraggio di affrontare con chiarezza il problema della gestione della fauna selvatica problematica e il presidente di Arcicaccia, Christian Maffei, definisce la possibilità di ricorrere all'operato dei cacciatori per le operazioni di controllo «un esempio di volontariato di pubblica utilità» in un momento di carenza di uomini e mezzi della pubblica amministrazione.

Nei giorni scorsi sul tema era intervenuta anche Assoarmieri, l'associazione che raggruppa gli operatori economici del settore armiero, che, dopo aver cercato di riportare il dibattito sui reali contenuti della modifica, aveva delineato la possibilità di creare una filiera alimentare con le carni degli animali oggetto di controllo.

Ora non resta che attendere la stesura del Piano previsto dal nuovo art 19ter e di capire come le amministrazioni preposte intenderanno recepire ed attuare le facoltà introdotte dalle modifiche, in primis il ricorso ai cacciatori.

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