
di Redazione
Il Senato approva le modifiche alla 157, cosa succede adesso?
Dopo l'ok del Senato, la proposta di revisione della 157 dovrà incassare quello della Camera, dove il testo si troverà a un bivio
Nella giornata di ieri, martedì 23 giugno, l'aula del Senato della Repubblica ha approvato il testo contenente le modifiche alla legge 157/92 che regola la protezione della fauna selvatica e norma il prelievo venatorio. Si tratta di fatto della conclusione del primo atto della strada che, almeno nelle intenzioni della maggioranza, dovrebbe portare all'approvazione definitiva entro l'autunno.
Ora, il testo licenziato dal Senato passa all'esame dell'altro ramo del Parlamento, la Camera dei Deputati. Quest'ultima potrà approvarlo tale e quale oppure apportare delle modifiche prima dell'approvazione. Nel primo caso la proposta, una volta incassato l'ok della Camera, diventerà legge e sarà inviata alla Presidenza della Repubblica per la promulgazione. Nel secondo caso invece, il testo integrato con le modifiche apportate dai deputati dovrà tornare al Senato per un altro passaggio. Nel sistema istituzionale del nostro Paese, noto come bicameralismo perfetto o paritario, infatti, le due camere hanno esattamente gli stessi poteri e per varare una legge è necessaria l'approvazione del medesimo testo da parte di entrambe.
Come e facile immaginare, i detrattori dell'attività venatoria e le minoranze che in questi ultimi mesi hanno osteggiato quella che, anche alla luce delle modifiche proposte, è meglio definire "revisione" della 157, cercheranno di utilizzare il prossimo passaggio parlamentare per far naufragare o quantomeno di rallentarne il più possibile l'approvazione. Non resta quindi che attendere le date in cui verrà calendarizzata la discussione a Montecitorio e l'esito della discussione.
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