I nuovi dati hanno in parte ridotto le preoccupazioni degli allevatori
I nuovi dati hanno in parte ridotto le preoccupazioni degli allevatori - © Andrea Dal Pian
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di Redazione

Lupo in Tirolo: predazioni giù del 40% dopo gli abbattimenti

Nei primi mesi del 2026 gli animali da allevamento predati sono scesi da 277 a 160. Nello stesso periodo sono stati abbattuti dodici lupi, contro i due dell'anno precedente: per il mondo agricolo tirolese un primo segnale dell'efficacia della gestione attiva

In Tirolo il tema della gestione attiva del lupo torna al centro del dibattito. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati diffusi dalle autorità locali, le predazioni da lupo sono calate di oltre il 40% dopo l'aumento degli abbattimenti mirati. Secondo un primo bilancio provvisorio, gli episodi di predazione a carico degli animali da allevamento sono passati dai 277 casi registrati nello stesso periodo del 2025 ai 160 di quest'anno, con una riduzione superiore al 40%. Il dato arriva parallelamente all'intensificazione degli interventi previsti dall'ordinanza per la gestione del lupo e riporta al centro del dibattito il tema dell'efficacia di una gestione attiva della specie, già emerso anche in analoghe esperienze di gestione del lupo in altri Stati.

Dall'inizio dell'anno in Tirolo sono infatti stati già abbattuti ben dodici lupi, contro i due abbattuti nello stesso periodo del 2025. Secondo quanto riportato dal Tiroler Tageszeitung, il settore agricolo collega il netto calo delle predazioni proprio alla maggiore applicazione delle misure di gestione, soprattutto nelle aree utilizzate per il pascolo. Per Josef Hechenberger, presidente della Camera dell'Agricoltura del Tirolo, il nuovo approccio avrebbe già contribuito a ridurre almeno in parte le preoccupazioni degli allevatori, che vedono nei numeri del 2026 un primo riscontro concreto delle misure adottate.

Sulla stessa linea Peter Frank, direttore dell'Associazione per la gestione dei pascoli alpini, secondo il quale gli agricoltori stanno progressivamente lasciandosi alle spalle la sensazione di non avere strumenti efficaci per affrontare il problema. Il risultato ottenuto finora, tuttavia, non viene considerato un punto d'arrivo: per il mondo agricolo tirolese sarà necessario proseguire con la gestione attiva del lupo e rafforzare il coordinamento con le regioni confinanti. Un'esperienza che, per la vicinanza geografica e per le caratteristiche comuni degli ambienti alpini, torna inevitabilmente a interessare anche il dibattito italiano sulla gestione dei grandi carnivori.


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