
di Redazione
Mixomatosi nella lepre, quali conseguenze per la caccia?
Il diffondersi della variante in grado di colpire le lepri rischia di avere non poche implicazioni per il mondo venatorio
A poco più di un mese dalla scoperta del primo focolaio italiano di Toledo-Myxomavirus, la variante della mixomatosi in grado di infettare la lepre, la malattia sembra destinata a espandersi e, così facendo, a diventare una seria criticità per il mondo venatorio. Lo scorso 2 ottobre, il Ministero della Salute, in seguito alla comparsa della malattia in nuovi territori, ha diramato una comunicazione a Regioni, Province autonome e addetti ai lavori che, dopo aver inquadrato la malattia ed elencato le previsioni normative, si concentra sul rapporto tra caccia e virus.
Innanzitutto, nel documento, il Ministero ribadisce l'opportunità di mettere in campo un sistema di sorveglianza passiva sull'intero territorio nazionale e in questo contesto viene affermato che «l'attività venatoria rappresenta un utile strumento di sorveglianza». Per questo al momento sembra ragionevole escludere che il diffondersi della virus possa tradursi in uno stop alla caccia. Le ripercussioni della presenza della malattia sull'attività venatoria sono però tutt'altro che scongiurate, a partire dal pericolo stesso che questa variante rappresenta per la sopravvivenza delle lepri. Il Toledo-Myxomavirus sembrerebbe avere infatti una mortalità tra il 60% e il 90%.
La comunicazione ministeriale inoltre si concentra particolarmente sulla movimentazione degli animali e sull'attività di ripopolamento. Per le immissioni con lepri provenienti da o rilasciate nei territori colpiti dalla malattia o a stato sanitario sconosciuto la missiva specifica che tale attività andrebbe evitata. Raccomandazione non di poco conto per una specie i cui contingenti, da anni in contrazione, sono spesso rimpolpati da frequenti rilasci a scopo venatorio.
In merito alle misure di biosicurezza da osservare nel corso dell'attività venatoria, le autorità sanitarie raccomandano l'utilizzo di guanti monouso e di contenitori in nylon per la manipolazione delle carcasse. In particolare, in presenza di soggetti con lesioni tipiche della malattia, resta fondamentale scongiurare la perdita dei liquidi biologici e la potenziale diffusione dell'infezione. In caso di segnalazione di animali rinvenuti morti o abbattuti in condizioni compatibili con la mixomatosi, la segnalazione all'autorità competente dovrebbe essere accompagnata da informazioni relative a data e luogo di ritrovamento, alla tipologia di area, allegando, se possibile, qualche fotografia delle lesioni.
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