
di Redazione
Bando del piombo: «Sette anni preziosi»
Federcaccia e AB - Agrivenatoria Biodiversitalia commentano il compromesso europeo sulle munizioni: un risultato distante dalle aspettative, ma che concede al settore venatorio il tempo necessario per prepararsi al cambiamento
Il Parlamento europeo non ha sollevato obiezioni, in nessuna delle forme previste, relativamente all'ultima proposta di regolamento sul piombo avanzata dalla Commissione, che a questo punto entrerà a breve in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Il passaggio apre una fase di transizione che coinvolgerà ora sia cacciatori che produttori, che entro sette anni dovranno dire per sempre addio al munizionamento "classico". Un punto di non ritorno del quale, favorevoli o meno, occorrerà prendere atto, non potendo fare altrimenti. Indietro non si torna.
Sul provvedimento, di portata epocale per il mondo venatorio italiano e non solo, è intervenuta nelle ultime ore Federcaccia, che ha parlato, relativamente ai sette anni di tempo concessi per l'entrata in vigore del divieto, di «tempo prezioso guadagnato», sottolineando il valore di un risultato concreto anche quando non coincide con l'obiettivo iniziale. L'associazione ha anche ricordato di aver perseguito per quarant'anni una soluzione diversa, ma al tempo stesso ha invitato a non considerare il compromesso come una resa. Il tempo ottenuto, ha fatto presente la principale associazione venatoria italiana, dovrà essere utilizzato per mantenere aperte nuove possibilità e lavorare affinché il settore possa affrontare il cambiamento nelle condizioni migliori.
Sulla stessa linea si è collocata AB Agrivenatoria Biodiversitalia, che definisce il testo finale «il male minore». Secondo l'associazione venatoria di Coldiretti, il risultato della trattativa condotta da FACE, la Federazione europea per la caccia e la conservazione, e dalle organizzazioni settoriali ha consentito di evitare uno scenario più restrittivo, caratterizzato da un divieto generalizzato e immediato. Tra gli elementi evidenziati figurano l'esclusione dal divieto in questione dei proiettili per canna rigata e del munizionamento a palla per la canna liscia, oltre al mantenimento di possibilità di utilizzo per il tiro sportivo nei poligoni e nei campi autorizzati che rispettano le condizioni previste. Sebbene riconoscendo che il compromesso rappresenti un risultato lontano dalle aspettative del mondo venatorio, l'associazione ha affermato che respingerlo avrebbe potuto portare a condizioni meno favorevoli per l'intero settore.
La fase che si apre richiederà dunque investimenti, innovazione e un'attenta gestione della transizione settennale. Non certamente una vittoria per il mondo venatorio più ostile al cambiamento ma, pragmaticamente, un compromesso o forse la sconfitta "meno peggio" che si potesse ottenere per limitare le ricadute delle nuove restrizioni. Bisognerà ora vedere se si saprà utilizzare al meglio questo lasso di tempo.
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