
di Redazione
Umbria e Toscana rinnovano l'accordo per la mobilità venatoria
L'intesa prevede lo scambio di cacciatori tra le due Regioni, con un limite di 700 domande di iscrizione agli Atc per ciascun territorio e specifiche disponibilità per la migratoria da appostamento
La Giunta regionale dell'Umbria ha approvato l'accordo di reciprocità con la Toscana per la mobilità venatoria nella stagione 2026/2027, dando seguito all'intenzione annunciata dall'assessore Simona Meloni in occasione del rinnovo dell'intesa con il Lazio. Il provvedimento si inserisce nel quadro normativo nazionale e regionale che consente di disciplinare attraverso accordi tra amministrazioni confinanti l'accesso dei cacciatori agli Ambiti territoriali di caccia. L'obiettivo è favorire la possibilità di esercitare l'attività venatoria anche fuori dalla propria regione di residenza, sulla base di regole condivise e quote prestabilite.
Nel dettaglio, ciascuna Regione accoglierà in via prioritaria fino a 700 domande di iscrizione agli Atc provenienti dai cacciatori dell'altra regione. L'iscrizione consentirà il prelievo di tutte le specie contemplate dal calendario venatorio del territorio ospitante. Per la caccia alla migratoria da appostamento, la Toscana riserverà ai cacciatori umbri almeno 1.000 posti giornalieri su prenotazione, mentre l'Umbria metterà a disposizione complessivamente 3.989 posti nei propri Atc, condivisi anche con i cacciatori di altre regioni aderenti ad accordi analoghi. Le prenotazioni saranno gestite attraverso i portali telematici regionali, con accesso condiviso agli archivi per verificare le disponibilità in tempo reale. È inoltre prevista la riconferma, per tutta la durata dell'intesa e previa iscrizione all'Atc competente, dei cacciatori già appartenenti a squadre locali di caccia al cinghiale in battuta nella stagione precedente.
Secondo l'assessore Meloni, l'accordo punta a garantire procedure semplici, condizioni uniformi e un controllo coordinato dei flussi venatori, coinvolgendo anche gli Atc, le associazioni venatorie e gli organi di vigilanza. La reciprocità, ha sottolineato, rappresenta uno strumento per distribuire in modo equilibrato la pressione venatoria e tutelare fauna e territorio. Per i cacciatori che usufruiranno dell'intesa resta in ogni caso vincolante il calendario venatorio della Regione ospitante, che disciplina le specie cacciabili e le modalità di prelievo.
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