Una cartuccia (NSI Prestige Dispersante) dedicata alla Regina, con piombi di due misure differenti, a doppio strato per amplificare la rosata; un valido e diffuso sistema per intercettare il volo dello sfuggente scolopacide
Una cartuccia (NSI Prestige Dispersante) dedicata alla Regina, con piombi di due misure differenti, a doppio strato per amplificare la rosata; un valido e diffuso sistema per intercettare il volo dello sfuggente scolopacide - © Hunting Log
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di Redazione

Caccia alla beccaccia: armi, cartucce e attrezzatura per la Regina del bosco

Dal fucile alle cartucce, dalle strozzature all'abbigliamento: le scelte tecniche che possono fare la differenza nel bosco.

Praticare la caccia alla beccaccia (qui abbiamo scritto degli aspetti più propriamente venatori per insidiare la specie), anche con una certa assiduità, è possibile con i mezzi – fucili e cartucce – abitualmente utilizzati durante le varie stagioni venatorie e con gli indumenti consueti. Siamo altresì certi che una buona parte dei lettori la pensi proprio così, ossia che sia superfluo andare alla ricerca, onerosa, di strumenti specialistici. Vero, tutto vero; ma esiste un però.

La beccaccia (Scolopax rusticola), la Regina del bosco: un selvatico elusivo e imprevedibile, capace di mettere alla prova esperienza, cane e attrezzatura del cacciatore
La beccaccia (Scolopax rusticola), la Regina del bosco: un selvatico elusivo e imprevedibile, capace di mettere alla prova esperienza, cane e attrezzatura del cacciatore - © J Harrison - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0

Se la caccia alla beccaccia viene praticata saltuariamente, non mi sentirei di consigliare investimenti importanti per un upgrade di armi e bagagli. Se invece la passione per l'arcera comincia ad attanagliarvi, al punto che in ambito venatorio non pensate che a lei, può essere opportuno fare scelte più radicali. Negli ultimi anni c'è stato un proliferare di soluzioni specialistiche estremamente valide, che hanno creato una vera e propria nicchia specialistica dedicata alla caccia alla beccaccia.

Armi

La mia scelta personale va sempre a un fucile basculante. Non solo per una questione di etica relativamente al terzo colpo a disposizione, quanto per una questione intrinseca di sicurezza. Un fucile a due colpi basculante si può – e si deve – aprire o tenere aperto sino al momento della ferma del cane. Aperto sì, magari con le cartucce già correttamente inserite nelle rispettive camere. Non è una questione di tempo, ne avete in abbondanza. La sicurezza nella caccia alla beccaccia, come in tutte le altre attività venatorie, non è un optional: muoversi nel bosco, fra rami, fronde, arbusti, passaggi intricati e pendii più o meno ripidi è tutt'altro che semplice.

Parlare di un modello o di un brand per esemplificare i fucili specialistici per la beccaccia appare molto riduttivo; essendo un selvatico decisamente ambito dai cacciatori italiani, tutti i principali costruttori di armi posseggono a catalogo una o più armi dedicate, ottimizzate per la caccia in bosco allo scolopacide. Nella foto un Benelli 828 U Beccaccia, recentemente
Parlare di un modello o di un brand per esemplificare i fucili specialistici per la beccaccia appare molto riduttivo; essendo un selvatico decisamente ambito dai cacciatori italiani, tutti i principali costruttori di armi posseggono a catalogo una o più armi dedicate, ottimizzate per la caccia in bosco allo scolopacide. Nella foto un Benelli 828 U Beccaccia, recentemente "arricchito" dalle canne A.I. (Advanced Impact), l'ultima conquista balistica nel settore delle armi ad anima liscia - © Benelli Armi

Qui si va sul personale, però alcune considerazioni che esulano dal marchio si possono esprimere. Quasi tutti i produttori possiedono a catalogo uno o più modelli specialistici per la caccia alla beccaccia, caratterizzati innanzitutto da canne corte. La caccia si svolge in ambiti boschivi e una canna corta agevola brandeggio e puntamento, diminuendo il rischio di urtare rami, arbusti e cespugli.

Beretta, con il suo Ultraleggero, porta un calibro 12 o 20 con bascula in acciaio a un peso incredibile, inferiore agli equivalenti calibri in Ergal
Beretta, con il suo Ultraleggero, porta un calibro 12 o 20 con bascula in acciaio a un peso incredibile, inferiore agli equivalenti calibri in Ergal - © Beretta

Una misura che va per la maggiore e che mi trova sostanzialmente concorde si aggira sui 60-65 centimetri, non oltre. Ricordo che Churchill, con la sua doppietta XXV – il numero indicava la lunghezza di 25 pollici, ossia 63,5 centimetri – asseriva di non patire alcun timore reverenziale nei confronti di fucili dalle canne molto più lunghe. Questo è tanto più vero in un fucile destinato alla caccia nel bosco e alla stanziale, dove servono puntamento veloce e istintivo. Il fucile con canne corte può risultare meno elegante di uno dalle dimensioni più longilinee, ma nel bosco risulta più maneggevole. Anche quando lo portate aperto.

Spesso le armi dedicate alla beccaccia presentano temi incisori sulla bascula aventi come soggetto la Regina del bosco, dorata o no, ripresa negli iconici atteggiamenti di volo o di pastura. Qui il sovrapposto Fabarm Elos B3 AL Classic Paradox Gold in calibro 12
Spesso le armi dedicate alla beccaccia presentano temi incisori sulla bascula aventi come soggetto la Regina del bosco, dorata o no, ripresa negli iconici atteggiamenti di volo o di pastura. Qui il sovrapposto Fabarm Elos B3 AL Classic Paradox Gold in calibro 12 - © Hunting Log

Il peso

Canne lunghe significano generalmente più peso e possono contribuire a rendere il fucile "appruato", ossia con il peso maggiormente spostato verso la volata. Non è ciò che cerchiamo in un'arma da beccaccia, dove servono rapidità e facilità di brandeggio.

I fucili specialisti si distinguono non soltanto per le canne più corte, ma spesso e volentieri anche per l'assenza dei bindellini laterali (in un sovrapposto); questo accorgimento tecnico (con le canne ovviamente saldate nei pressi del monobloc e della volata) permette di risparmiare grammi importanti, che consentono una maggiore autonomia di porto
I fucili specialisti si distinguono non soltanto per le canne più corte, ma spesso e volentieri anche per l'assenza dei bindellini laterali (in un sovrapposto); questo accorgimento tecnico (con le canne ovviamente saldate nei pressi del monobloc e della volata) permette di risparmiare grammi importanti, che consentono una maggiore autonomia di porto - © Hunting Log

I fucili moderni possono raggiungere pesi molto contenuti grazie anche all'impiego dell'Ergal, lega di alluminio ad alta resistenza utilizzata per bascule e carcasse, eventualmente rinforzate con un tassello d'acciaio o titanio. Se l'acciaio può instillare nel cacciatore un senso di maggiore solidità – non necessariamente giustificato sul piano tecnico – l'Ergal permette un risparmio di peso notevole. Un calibro 12 basculante in acciaio può attestarsi intorno ai 3-3,3 kg, mentre un modello leggero con bascula in lega può scendere nell'ordine dei 2,6-2,8 kg. E quei 300 o 400 grammi, dopo ore di cammino, si sentono.

Talvolta la beccaccia viene anche riportata sulla coccia dell'impugnatura, così da rendere il fucile immediatamente distinguibile anche nella rastrelliera
Talvolta la beccaccia viene anche riportata sulla coccia dell'impugnatura, così da rendere il fucile immediatamente distinguibile anche nella rastrelliera - © Hunting Log

Molti fucili sono inoltre camerati magnum, con camera da 76 mm. Sparare cartucce magnum da 56 grammi di piombo o equivalenti in un fucile di 2,7 kg significa esporsi a un rinculo decisamente poco piacevole. Utilizziamo quindi cartucce commisurate allo scopo: a beccacce la grammatura non è mai esagerata. Se volete sparare tanti grammi di pallini, probabilmente state pensando a un'altra caccia. Tutto questo vale, in proporzione, anche per i calibri minori del 12.

Calibri per la caccia alla beccaccia

Vogliamo tagliare la testa al toro, per non attirare critiche da parte di nessuno? La risposta è: tutti quelli consentiti, certamente. Poi, se chiedete un parere a chi li ha utilizzati davvero sul campo, la risposta cambia.

Uno degli accessori più interessanti rimane lo strozzatore paradox; all'interno dello strozzatore (che sia interno, esterno, interno/esterno), possiamo notare una serie di scanalature che permettono la rotazione del borraggio delle cartucce, permettendo così un significativo allargamento della rosata dei pallini all'uscita delle canne. Nella foto, l'Ampliator della Benelli
Uno degli accessori più interessanti rimane lo strozzatore paradox; all'interno dello strozzatore (che sia interno, esterno, interno/esterno), possiamo notare una serie di scanalature che permettono la rotazione del borraggio delle cartucce, permettendo così un significativo allargamento della rosata dei pallini all'uscita delle canne. Nella foto, l'Ampliator della Benelli - © Hunting Log

Il calibro 16, purtroppo poco utilizzato e con una scelta di munizioni commerciali più limitata, è molto piacevole sul terreno di caccia; il 20, ben più diffuso, nell'impiego pratico ha ben poco da invidiare al classico 12. Il calibro 24 è praticamente in disuso, mentre il 28 è ormai molto diffuso. È un bel calibro e negli ultimi anni sono stati costruiti diversi modelli caratterizzati da buone prestazioni balistiche e peso ridotto. A mio personalissimo modo di vedere, è il calibro "minore" più indicato per praticare la caccia all'arcera. Per quanto riguarda il .410 – o 36 Magnum – ci vuole un bel manico per intercettare il volo della Regina e aumenta il rischio di provocare inutili ferimenti.

Di strozzatori paradox ve ne sono diversi e differiscono per la lunghezza totale dello strozzatore, per la lunghezza e il passo della rigatura, per la profondità della stessa e altri dettaglia. Indipendentemente da queste variabili, l'ampliamento della rosata è garantito. Nella foto un paradox della ditta Gemini, specializzati nella costruzione di strozzatori da caccia e da tiro di ogni tipologia
Di strozzatori paradox ve ne sono diversi e differiscono per la lunghezza totale dello strozzatore, per la lunghezza e il passo della rigatura, per la profondità della stessa e altri dettaglia. Indipendentemente da queste variabili, l'ampliamento della rosata è garantito. Nella foto un paradox della ditta Gemini, specializzati nella costruzione di strozzatori da caccia e da tiro di ogni tipologia - © Hunting Log

Le ridotte distanze, il frullo quasi sempre sotto ferma del cane e le modalità di caccia possono indurre a scegliere un calibro minore. Senza esagerare, perché molto dipende dall'ambiente: un bosco rado, a stagione inoltrata e con poca vegetazione permette anche di "osare"; se invece siamo a inizio stagione, con tanta foglia, oppure le beccacce sono smaliziate e partono al primo accenno di cani e cacciatori, meglio avvicinarsi allo standard.

Una coppia di strozzatori paradox dell'Armeria Biffoli di Firenze, famosa per averli sempre prodotti; differiscono per lo spessore delle rigature, cosa che rende la dispersione più o meno accentuata. Gli strozzatori paradox debbono essere scelti sulla base delle abitudini di caccia, dei luoghi che si intende frequentare e delle abituali distanze di tiro/ingaggio del selvatico
Una coppia di strozzatori paradox dell'Armeria Biffoli di Firenze, famosa per averli sempre prodotti; differiscono per lo spessore delle rigature, cosa che rende la dispersione più o meno accentuata. Gli strozzatori paradox debbono essere scelti sulla base delle abitudini di caccia, dei luoghi che si intende frequentare e delle abituali distanze di tiro/ingaggio del selvatico - © Hunting Log

Strozzatori

Altro capitolo dove si può dire di tutto e di più. Partiamo da un dato semplice: se la caccia si svolge come dovrebbe, lo sparo avviene generalmente a distanze medio-corte. La regola è quindi utilizzare strozzature aperte: cilindrico o quattro stelle per la prima canna e quattro o tre stelle per la seconda, in un basculante; tre stelle possono rappresentare una scelta equilibrata in un semiautomatico. Alcuni cacciatori utilizzano un due stelle di seconda canna e può andare bene: tutto dipende dalle abitudini e dall'ambiente.

Un esempio di sovrapposto (Fabarm) con la prima canna parzialmente raggiata (gli ultimi 15 centimetri). Una soluzione che numerosi costruttori adottano per le armi specialistiche da beccaccia
Un esempio di sovrapposto (Fabarm) con la prima canna parzialmente raggiata (gli ultimi 15 centimetri). Una soluzione che numerosi costruttori adottano per le armi specialistiche da beccaccia - © Hunting Log

Il sovrapposto Bécassier Soft della R.F.M. adotta invece una rigatura per l'intera lunghezza della prima canna (62 centimetri); sono scelte aziendali diverse, ma che portano ad un inevitabile allargamento della rosata con le giuste munizioni
Il sovrapposto Bécassier Soft della R.F.M. adotta invece una rigatura per l'intera lunghezza della prima canna (62 centimetri); sono scelte aziendali diverse, ma che portano ad un inevitabile allargamento della rosata con le giuste munizioni - © Hunting Log

Altro tema oggetto di profonde discussioni, il sistema paradox. Innanzitutto, che cosa intendiamo per paradox? Nel linguaggio venatorio il termine viene comunemente utilizzato anche per indicare strozzatori o canne rigate con funzione dispersante, pur derivando storicamente dal sistema Paradox sviluppato per consentire a una stessa arma l'impiego efficace di munizione spezzata e proiettile singolo. Nel moderno impiego venatorio con munizione spezzata, la rigatura può imprimere una rotazione al borraggio e alla colonna dei pallini, favorendo una più rapida apertura della rosata.

Un esempio di rosata ottenuta a soli 15 metri sparando in una canna paradox (diametro del cerchio più esterno, 90 centimetri); il bersaglio è letteralmente annaffiato di pallini (cartuccia Fiocchi da 33 grammi di piombo, nel calibro 12)
Un esempio di rosata ottenuta a soli 15 metri sparando in una canna paradox (diametro del cerchio più esterno, 90 centimetri); il bersaglio è letteralmente annaffiato di pallini (cartuccia Fiocchi da 33 grammi di piombo, nel calibro 12) - © Hunting Log

A seconda del sistema, della cartuccia e della canna, a distanza ravvicinata si possono ottenere rosate sensibilmente più ampie rispetto a quelle prodotte da una canna liscia con strozzatura tradizionale. Il risultato può essere ottenuto con uno strozzatore rigato oppure con una canna parzialmente o totalmente rigata, ma comportamento e rosata cambiano sensibilmente da una soluzione all'altra. Una sola cosa conta davvero: provare sempre arma e cartuccia preventivamente sul bersaglio.

Un'ulteriore soluzione per disperdere i pallini, proviene direttamente dai... nostri nonni, che schiacciavano i pallini in piombo. Loro lo facevano artigianalmente, con un martello su una superficie dura, i costruttori di cartucce utilizzano metodi industriali (nella foto, una cartuccia Zanoletti)
Un'ulteriore soluzione per disperdere i pallini, proviene direttamente dai... nostri nonni, che schiacciavano i pallini in piombo. Loro lo facevano artigianalmente, con un martello su una superficie dura, i costruttori di cartucce utilizzano metodi industriali (nella foto, una cartuccia Zanoletti) - © Hunting Log

Se disponete di un fucile con la prima canna parzialmente o totalmente rigata, avete comunque fra le mani un'arma fortemente specialistica. Ben difficilmente quella stessa canna sarà altrettanto efficace quando serviranno rosate concentrate a distanze maggiori. Un'arma specialistica è ottimizzata per fare una cosa; altrimenti sarebbe un'arma polivalente. Un'ulteriore considerazione riguarda gli strozzatori rigati intercambiabili: la rigatura può esercitare una coppia sul tubo e favorirne il serraggio durante lo sparo. È quindi buona norma controllarlo e rimuoverlo periodicamente, mantenendo pulita e correttamente lubrificata la filettatura.

Cartucce

Le cartucce da beccaccia si possono ricondurre a diverse categorie, ugualmente valide a seconda dell'impiego. Partiamo dalle dispersanti: ve ne sono davvero tante sul mercato e lo scopo è sempre quello di allargare la rosata, facilitando il tiro ravvicinato a un selvatico rapido ed elusivo, particolarmente abile nel frapporre fra sé e le canne ogni sorta di ostacolo naturale.

Esempio di dispersore impiegato nelle cartucce dispersanti; la soluzione della Fiocchi, con una croce a X che sormonta un borraggio in feltro
Esempio di dispersore impiegato nelle cartucce dispersanti; la soluzione della Fiocchi, con una croce a X che sormonta un borraggio in feltro - © Hunting Log

I sistemi utilizzati sono numerosi e meriterebbero un articolo apposito. In generale le rosate sono più larghe rispetto a quelle di una cartuccia standard, soprattutto se abbinate a strozzature aperte. Per la seconda canna potremmo invece avere bisogno non tanto di una maggiore quantità di piombo – o equivalente – quanto di una cartuccia sufficientemente veloce e polivalente. Una velocità alla volata nell'ordine dei 380-400 m/s è più che adeguata. Spazio quindi a dosi standard per il calibro, o leggermente superiori, con borraggio dotato di contenitore oppure in feltro, scegliendo sempre l'abbinamento con la strozzatura in funzione delle distanze previste.

Una cartuccia
Una cartuccia "antica", la Pilli; realizzata da Angelo Pilli di Nocera Umbra, è una cartuccia di antiche origini, forse la prima dispersante commerciale. Si noti la curiosa forma del dispersore plastico, volto a cercare di dividere il gruppo dei pallini all'uscita delle canne - © Hunting Log

Se abbiamo deciso di utilizzare un sistema rigato o paradox, diventa ancora più importante verificare la combinazione sul bersaglio. In linea generale, eviterei di sommare l'effetto di una cartuccia fortemente dispersante a quello di una canna o di uno strozzatore già progettati per aprire rapidamente la rosata: il risultato può diventare irregolare e difficilmente prevedibile.

Altri particolari

Espulsione automatica dei bossoli spenti oppure estrazione manuale? La mia preferenza va, laddove possibile, all'estrazione manuale: il piacere di compiere un gesto atavico, antico e lento, ripaga ampiamente la "fatica" del movimento. Solo a me piace annusare il bossolo fumante? In questa maniera non corriamo inoltre il rischio di perdere i bossoli nel bosco, cosa più facile con l'espulsione automatica e, soprattutto, con un semiautomatico. Piccola nota: il calibro 20 da questo punto di vista facilita il cacciatore, perché i suoi bossoli sono di colore giallo. Non si tratta di una prescrizione europea, ma di una codifica prevista dallo standard ANSI/SAAMI Z299.2, che riserva il giallo alle cartucce calibro 20 per distinguerle immediatamente dagli altri calibri.

Un grande classico, utilizzato sia nell'ambito delle cartucce commerciali, sia nell'ambito della ricarica casalinga; il dispersore Gualandi, disponibile nel calibro 12 e nel calibro 20. Si tratta di un contenitore plastico con due alette a frattura programmata, con all'interno un dispersore longilineo a croce
Un grande classico, utilizzato sia nell'ambito delle cartucce commerciali, sia nell'ambito della ricarica casalinga; il dispersore Gualandi, disponibile nel calibro 12 e nel calibro 20. Si tratta di un contenitore plastico con due alette a frattura programmata, con all'interno un dispersore longilineo a croce - © Hunting Log

Impugnatura a pistola o all'inglese? Quasi tutti i fucili possiedono un'impugnatura a pistola – al limite Woodward o Principe di Galles – molto pratica nell'imbracciata rapida. L'impugnatura all'inglese, con il collo del calcio diritto, è elegante e propria di molte armi fini; l'abitudine consente comunque alla mano forte di trovare la giusta presa in una frazione di secondo.

In alcune cartucce Cheddite (Free Shots) si possono trovare dei dispersori fatti a cono rovesciato, che allargano moltissimo la rosata: come sempre, va trovato il giusto equilibrio e compromesso fra distanza di tiro ed efficacia
In alcune cartucce Cheddite (Free Shots) si possono trovare dei dispersori fatti a cono rovesciato, che allargano moltissimo la rosata: come sempre, va trovato il giusto equilibrio e compromesso fra distanza di tiro ed efficacia - © Hunting Log

Cinghia sì o cinghia no? Personalmente, cinghia no. Preferisco avere il fucile sempre sotto controllo e pronto a essere aperto e maneggiato senza impedimenti. La caccia è un piacere: se la fatica supera il piacere, forse è arrivato il momento di fermarsi, non trovate?

Abbigliamento

A parte gli eccentrici che scambiano il bosco per i due estremi diametralmente opposti – una sfilata di alta moda a Milano oppure un luogo dove combinare un'accozzaglia di vestiti avanzati da altre attività – ognuno è libero di scegliere l'abbigliamento sul quale fa più affidamento.

Una recente innovazione ha movimentato il mercato delle cartucce dispersanti: il dispersore ALG dell'omonima ditta perugina. Costruito nei principali calibri (12, 20, 28 e persino .410), permette un'eccellente dispersione dei pallini, pur mantenendo una certa compattezza di rosata al centro
Una recente innovazione ha movimentato il mercato delle cartucce dispersanti: il dispersore ALG dell'omonima ditta perugina. Costruito nei principali calibri (12, 20, 28 e persino .410), permette un'eccellente dispersione dei pallini, pur mantenendo una certa compattezza di rosata al centro - © Hunting Log

Adotterei innanzitutto un intimo tecnico, che permetta di dissipare velocemente il sudore e asciugarsi altrettanto rapidamente. Una maglia indossata e una di ricambio, magari da lasciare in macchina, e siete a posto. A seconda della stagione può servire una felpa, tecnica anch'essa. Teniamo presente che quando partiamo abbiamo freddo e appena ci muoviamo – sovente con accelerazioni improvvise per la ferma del cane – tendiamo immediatamente a sudare. Irrinunciabile, a mio avviso, una trisacca, possibilmente con inserti ad alta visibilità, per la sicurezza nostra e di chi ci sta vicino. La tasca posteriore consentirà di alloggiare pochi generi di conforto o le prede che abbatteremo.

Un'ulteriore tendenza del mercato sono le cartucce ecologiche, vale a dire cartucce che o non impiegano materiale plastico nella loro componentistica (eccezion fatta per il bossolo) o presentano pallini in materiali alternativi al piombo. Nella foto, la Baschieri & Pellagri Mygra Bismuth, con pallini in bismuto e borraggio in feltro
Un'ulteriore tendenza del mercato sono le cartucce ecologiche, vale a dire cartucce che o non impiegano materiale plastico nella loro componentistica (eccezion fatta per il bossolo) o presentano pallini in materiali alternativi al piombo. Nella foto, la Baschieri & Pellagri Mygra Bismuth, con pallini in bismuto e borraggio in feltro - © Hunting Log

I pantaloni possono essere normali o tecnici. Battezzate bene il luogo di caccia: se è pieno di spini, rovi e passaggi intricati, sono consigliabili inserti resistenti su ginocchia e parte inferiore delle gambe. La mattina presto rugiada e brina inevitabilmente ci bagneranno le estremità; impermeabilità fa scarsamente rima con traspirabilità. Io preferisco quest'ultima.

Cartuccia Cheddite Ecoshot, con pallini in bismuto. Da rimarcare come, in virtù del fatto che si sparano poche cartucce nella caccia vagante alla beccaccia, le stesse sono sempre più piacevoli dal punto di vista estetico e raffinate dal punto di vista della componentistica
Cartuccia Cheddite Ecoshot, con pallini in bismuto. Da rimarcare come, in virtù del fatto che si sparano poche cartucce nella caccia vagante alla beccaccia, le stesse sono sempre più piacevoli dal punto di vista estetico e raffinate dal punto di vista della componentistica - © Matteo Brogi

Per le calzature la mia scelta va senza esitazioni agli scarponi, capaci di offrire sostegno e grip sul terreno bagnato o sconnesso. Conseguentemente, un buon paio di calzettoni da trekking è l'ideale, portandone magari uno di ricambio in macchina.

Questo sovrapposto Rizzini dedicato alla beccaccia presenta una gradevole incisione sul petto di bascula, avente come soggetto una beccaccia in volo in ambiente boschivo
Questo sovrapposto Rizzini dedicato alla beccaccia presenta una gradevole incisione sul petto di bascula, avente come soggetto una beccaccia in volo in ambiente boschivo - © Hunting Log

Zaino sì o zaino no? Personalmente sono per il no, evitando qualunque cosa sulle spalle che mi faccia sudare o aggiunga peso. Se abbiamo uno zaino, qualche cosa ce la metteremo di sicuro, anche soltanto per riempirlo! Se però ci troviamo a cacciare all'estero, in zone lontane o prevediamo di stare fuori tutto il giorno, uno zaino diventa quasi indispensabile. In quel caso vanno benissimo 20-25 litri, magari con sistema di idratazione.

Altri accessori

Due o tre cose sono quasi indispensabili e mi hanno tolto d'impiccio in diverse situazioni: un coltellino multifunzione, un piccolo rotolo di nastro americano e tre-quattro fascette da elettricista. Aggiungerei un telo termico di emergenza, perché un piccolo infortunio può capitare; un power bank capiente, una borraccia o thermos, un kit di pronto soccorso e qualche barretta energetica. Poi ognuno conosce il proprio fisico e sa di cosa può avere bisogno. La regola è fare una colazione energetica, evitare l'alcool – anche per la guida, non soltanto per la caccia – e non appesantirsi.

Una classica soluzione Rottweil con borraggio in feltro su coppetta otturatrice gas
Una classica soluzione Rottweil con borraggio in feltro su coppetta otturatrice gas - © Hunting Log

La caccia è un divertimento. La caccia alla beccaccia un piacere assoluto da condividere con pochi intimi e con il cane: perché rischiare di rovinarla per sciocche imprudenze? Lasciate detto dove intendete cacciare. Non importa avvisare la Farnesina, ma fornite a un amico o a un familiare almeno un riferimento geografico. In bocca al lupo!


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