Le posizioni sulla caccia dei partiti che prendono parte alle elezioni politiche 2022 sono variegate. C'è chi si espone addirittura per l'abrogazione e chi mantiene un profilo basso per non scontentare nessuno
Le posizioni sulla caccia dei partiti che prendono parte alle elezioni politiche 2022 sono variegate. C'è chi si espone addirittura per l'abrogazione e chi mantiene un profilo basso per non scontentare nessuno - © Matteo Brogi
Pubblicato il in Conservazione
di Matteo Brogi

Elezioni 2022: le posizioni dei partiti sulla caccia

Con l'avvicinarsi delle elezioni politiche 2022 si può e si deve tracciare la linea che contraddistingue il confronto tra il mondo venatorio e i partiti. Pochi hanno espresso nei confronti della caccia una posizione definita. Gli altri, specie quando al loro interno coesistono anime con opinioni differenti, preferiscono glissare sul tema per evitare guai. Proviamo a individuare le posizioni prevalenti nelle coalizioni che si contendono il primato

Articolo aggiornato al 20 settembre 2022

Manca un mese esatto alle elezioni politiche 2022: le coalizioni sono ben definite, le liste dei candidati per l'uninominale e la quota proporzionale sono state presentate. Le polemiche relative alle esclusioni eccellenti e sui seggi sicuri – con i notabili dei partiti "paracadutati" là dove hanno maggiori certezze sulla loro elezione – non sono ancora sopite e saranno argomento della campagna elettorale.

Il Movimento 5 stelle è una delle forze politiche tradizionalmente contrarie alla caccia, di cui propone ai suoi elettori la graduale abolizione
Il Movimento 5 stelle è una delle forze politiche tradizionalmente contrarie alla caccia, di cui propone ai suoi elettori la graduale abolizione - © Matteo Brogi

La caccia, come al solito, è nel mirino di alcuni partiti o, dove questo non avvenga, di alcuni candidati. Nel migliore dei casi, specialmente nelle coalizioni che presentano la minor coesione su questo tema, non ci si esprime per non scontentare nessuno.
Il comune sentire, tra noi cacciatori, è quello di esprimere un voto utile, di privilegiare partiti e candidati favorevoli o, almeno, non contrari all'esercizio venatorio e alle tematiche legale al possesso e all'utilizzo delle armi. Ma non è sempre facile individuarli. Procedo quindi a un'analisi che fa riferimento alle note ufficiali e alle posizioni storiche dei partiti che si contendono la vittoria a queste elezioni, rinviando alle note a conclusione dell'articolo per i dettagli dei programmi elettorali di partiti e coalizioni.

Anche alle politiche 2022 spiccano alcuni partiti che hanno inserito l'abolizione della caccia tra i punti programmatici del proprio programma; si tratta di Europa verde, Sinistra Italiana (uniti nell'Alleanza Verdi – Sinistra) e del Movimento 5 stelle. In questo caso il messaggio è chiaro e inequivocabile.

Europa verde e Sinistra italiana - quindi l'Alleanza che hanno costituito in funzione delle Politiche 2022 - si esprimono contro la caccia già nel programma elettorale
Europa verde e Sinistra italiana - quindi l'Alleanza che hanno costituito in funzione delle Politiche 2022 - si esprimono contro la caccia già nel programma elettorale - © Matteo Brogi

Elezioni 2022: le posizioni del centrodestra

Ma veniamo ai partiti tradizionalmente favorevoli. La Lega, nelle 202 pagine del suo Programma di governo, parla di riforma della legge 157/92 "in sintonia con il mondo venatorio"; il suo approccio tradizionale e le politiche attuate nelle Regioni in cui è forza di governo permettono di prevedere un occhio di riguardo nei confronti della caccia.

Il programma politico del centrodestra non fa esplicito riferimento al tema venatorio ma si appoggia a una consuetudine generalmente favorevole alla caccia, pur con numerose eccezione
Il programma politico del centrodestra non fa esplicito riferimento al tema venatorio ma si appoggia a una consuetudine generalmente favorevole alla caccia, pur con numerose eccezione - © Matteo Brogi

Rimanendo nell'ambito del centrodestra, Fratelli d'Italia e Forza Italia condividono l'Accordo quadro di programma per un governo di centrodestra che menziona, tra gli obiettivi, la salvaguardia della biodiversità.
Ma se per quanto riguarda il partito di Giorgia Meloni si deve segnalare la presenza di candidati tradizionalmente favorevoli alla caccia, sia a livello nazionale sia europeo, non si può dimenticare che il partito di Silvio Berlusconi ha espresso personaggio come Maria Michela Brambilla, animalista, fondatrice – insieme a Berlusconi stesso – del Movimento animalista e strenua avversaria del mondo venatorio. Per inciso, la Brambilla (che nella XVIII legislatura ha un tasso di assenza al voto dell 99,18% secondo Open parlamento) è candidata come indipendente nelle fila di Noi moderati (la lista centrista che tiene insieme UdcCoraggio Italia di Luigi Brugnaro, Noi con L'Italia di Maurizio Lupi e L'Italia al centro di Giovanni Toti). La Brambilla, peraltro, è fondatrice dell'Intergruppo per i diritti degli animali cui hanno aderito – limitatamente al centrodestra – Fucsia Nissoli, Matilde Siracusano, Graziano Musella, Gabriella Giammanco, Maria Alessandra Gallone, Maria Rizzotti, Barbara Masini, Laura Stabile (Fi), Alessandro Colucci (Noi con l'Italia), Filippo Maturi, Rosellina Sbrana, Stefania Pucciarelli, Raffaella Marin (Lega), Paola Frassinetti, Maria Teresa Bellucci, Adolfo Urso, Giovanbattista Fazzolari (Fdi).
Noi moderati non esprime un programma elettorale autonomo limitandosi a una generica ma definitiva adesione al programma della coalizione. La sua posizione resta comunque frutto di un'interpretazione.

Elezioni 2022: le posizioni del centrosinistra

Venendo al centrosinistra, cui appartiene l'Alleanza Verdi – Sinistra di cui ho scritto, il tema non viene affrontato nel programma del Partito democratico che però, a livello locale, ha dimostrato di essere sensibile alle istanze del mondo venatorio. Impegno civico, espressione del gruppo parlamentare Insieme per il futuro creato da Luigi Di Maio a giugno 2022 e figlio della dialettica sviluppatasi negli ultimi mesi all'interno del Movimento 5 stelle, non si esprime ma è lecito attendersi un atteggiamento ostile anche se, al suo interno, sono confluite le istanze più moderate del Movimento che doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Tra queste, le posizioni di Filippo Gallinella, già presidente della Commissione agricoltura della Camera, che ho avuto l'opportunità di incontrare e intervistare ricavandone l'impressione di un politico addirittura favorevole all'attività venatoria. Della coalizione fa parte anche +Europa; la sua leader, Emma Bonino, è storica rappresentante di quel Partito radicale che dagli anni '80 del Novecento si è impegnato nell'organizzazione di vari referendum abrogativi della legge sulla caccia. Tra questi, quello per cui (non) si votò il 3 giugno 1990, il primo della storia repubblicana a non raggiungere il quorum. Fu promosso proprio dal Partito radicale insieme a Verdi, Partito comunista italiano, Democrazia proletaria, Lipu, Legambiente, Wwf; i quesiti sulla caccia ottennero anche il sostegno del Partito socialista italiano.

Elezioni 2022: le posizioni del terzo polo

Per quanto riguarda il terzo polo, Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda nel loro programma dimostrano un'attenzione che definirei pragmatica al tema della caccia e lascia prevedere un approccio "non ostile".

Il cosiddetto terzo polo mantiene una posizione pragmatica, rivolgendo in particolare l'attenzione al tema dei cinghiali
Il cosiddetto terzo polo mantiene una posizione pragmatica, rivolgendo in particolare l'attenzione al tema dei cinghiali - © Matteo Brogi

Voto utile o voto ideale?

Nel nostro ambiente si parla spesso di voto utile. Il Rosatellum, il sistema elettorale che designerà i 600 deputati e senatori della XIX legislatura, è però un sistema sostanzialmente bloccato, con liste confezionate dai partiti in maniera da sottrarre all'elettore la facoltà di scegliere il candidato preferito. E questo è parecchio frustrante perché un ipotetico elettore-cacciatore del centrodestra del collegio uninominale 4 della Sicilia (Gela) si troverà a scegliere tra l'astensione, il rinnegamento delle proprie idee e Michela Vittoria Brambilla. Lo stesso può dirsi per l'elettore-cacciatore del centrosinistra che, nel collegio Roma 3, si troverà Rossella Muroni, ex presidente nazionale di Legambiente, eletta nel 2018 in Leu con il sostegno morale della Lega anti vivisezione. Sono solo due esempi che, per par condicio, vogliono evidenziare la complessità della questione.

Il tema della caccia è uno di quelli spinosi, in cui i partiti lascino tendenzialmente libertà di coscienza. Ci sono certamente partiti più in sintonia con la nostra sensibilità e altri che lo sono meno.

Personalmente credo che, così come il sentimento contro la caccia è trasversale a tutte le forze politiche, lo debba essere anche quello a favore. È a mio avviso indispensabile sottrarre il tema allo sterile confronto destra/sinistra perché riguarda tutti gli italiani e i cacciatori presentano, anche loro, sensibilità politiche e ideali differenti.

È opportuno, certo, privilegiare forze politiche e candidati favorevoli ma sempre nel rispetto del sistema di valori che ciascuno si è dato. Si può ridurre il proprio impegno civico alla difesa della caccia? Si può barattare il sostegno alla caccia con un programma politico in contrasto con i propri sentimenti politici, i temi della collocazione internazionale della Nazione, la propria visione su fisco, difesa della vita, diritti, sicurezza, immigrazione, salute, politiche di sostegno al lavoro e alle imprese, solidarietà, scuola? Io nutro dei dubbi.

Per di più, vedo tra alcuni sostenitori dell'attività venatoria personaggi che, in virtù del loro estremismo e di visioni arcaiche in tema di difesa dell'ambiente e della biodiversità, fanno più danni alla nostra immagine di cacciatori responsabili di quanti ne possono fare gli ambientalisti da salotto.

Elezioni politiche 2022: le posizioni dei partiti in sintesi

In maniera piuttosto grezza, e con ironia, ho diviso i partiti in base alle rispettive posizioni sulla caccia. Per quelli che non si sono esposti inserendo l'argomento nel proprio programma elettorale, ho analizzato le posizioni espresse negli ultimi anni, sia a livello nazionale sia locale. Qualcuno potrà non sentirsi rappresentato da questa semplificazione ma, pur nella sintesi, credo di aver dato una collocazione onesta e imparziale.

Contrari: Europa verde*, Sinistra Italiana*, Movimento 5 stelle*, Italexit*, Unione popolare*, Italia sovrana e popolare*
Presumibilmente contrari: Impegno civico, +Europa, Vita
Non pervenuti: Noi Moderati**
Pragmatici / realisti: Italia Viva, Azione, Forza Italia**, Partito democratico**
Tendenzialmente favorevoli: Fratelli d'Italia, Lega**

NOTE:
*Alleanza Verdi–Sinistra, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare, Italexit e Italia Sovrana e Popolare hanno sottoscritto il manifesto Anche gli animali votano proposto a partiti e candidati dalle associazioni animaliste italiane Animal equality Italia, Animalisti italiani, Animal law Italia, Ciwf Italia, Enpa, Essere animali, Humane society international/Europe, Lac, Lav, Leidaa, Lndc animal protection, Oipa e Save the dogs and other animals.
** Forza Italia, Italia al centro (della lista Noi moderati), Lega e Partito democratico hanno firmato il Manifesto a difesa dell'attività venatoria e della cultura rurale predisposto dalle Associazioni venatorie riunite nella Cabina di regia e dal Cncn. Fratelli d'Italia non risulta che l'abbia ancora sottoscritto nonostante il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, abbia manifestato una posizione favorevole al riguardo. Le adesioni a titolo personale al 14 settembre sono indicate in questo articolo.

Per concludere, non ho alcuna intenzione di dare indicazioni elettorali. Due consigli, però, mi sento di darli: evitiamo di dare forza ai partiti apertamente contrari alla nostra passione e, soprattutto, andiamo a votare ed esprimiamo il nostro voto scegliendo lo schieramento che più ci rappresenta, respirando a pieni polmoni i nostri ideali. Insomma, non esprimiamo il nostro diritto turandoci il naso.

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