
di Matteo Brogi
Sabatti Urban Sniper: precisione estrema sul terreno di caccia
La Urban Sniper percorre la strada opposta rispetto alla Rover: nasce come arma da tiro e porta nell'attività ventaoria soluzioni meccaniche sviluppate per enfatizzare la precisione
La carabina bolt action Sabatti Urban Sniper occupa una posizione particolare nella produzione dell'azienda gardonese. La sua estetica e alcune soluzioni meccaniche potrebbero suggerire una parentela con le più recenti Rover, ma si tratta in realtà di una piattaforma differente. Utilizza infatti l'azione Blizzard in acciaio, sviluppata da Sabatti per le proprie carabine da tiro di precisione. È proprio questa origine a spiegarne caratteristiche, peso e comportamento. Pur nascendo nel mondo del tiro sportivo, è lo stesso Emanuele Sabatti a confermare che la Urban Sniper ha trovato un impiego naturale anche nella caccia, soprattutto quando stabilità e precisione contano più della leggerezza.

Blizzard e Rover, due filosofie differenti
Sia le azioni Blizzard sia Rover di Sabatti utilizzano un otturatore a tre tenoni con apertura di 60 gradi, ma le analogie non devono trarre in inganno. Nella Rover il receiver è ricavato dal pieno in lega 7075, indicata da Sabatti come Ergal 55. I tenoni dell'otturatore chiudono però ovviamente in una barrel extension d'acciaio solidale alla canna; il receiver può essere pertanto alleggerito non essendo chiamato a sostenere direttamente le sollecitazioni della chiusura. La soluzione porta con sé un altro vantaggio: la barrel extension incorpora l'headspace, favorendo la modularità e la sostituzione della canna.

La Blizzard segue invece un'impostazione più tradizionale. Receiver e otturatore sono in acciaio e i tenoni chiudono direttamente nella parte anteriore dell'azione. Non siamo quindi davanti alla stessa meccanica realizzata con due materiali differenti, ma a due architetture concepite secondo priorità diverse. La prima cerca soprattutto leggerezza e modularità; la seconda privilegia rigidezza e stabilità geometrica.

La scelta dell'acciaio non va interpretata semplicemente in termini di resistenza. A parità di geometria, l'acciaio presenta una rigidezza elastica molto superiore a quella delle leghe di alluminio, mentre queste ultime garantiscono un vantaggio in termini di massa. In estrema sintesi, la Rover nasce pensando anche a quanto l'arma debba essere trasportata; la Blizzard a come debba comportarsi al momento dello sparo.
Un otturatore da arma di precisione
La testa dell'otturatore Blizzard presenta tre tenoni disposti a 120 gradi. L'apertura di 60 gradi riduce l'escursione della manetta e lascia ampio spazio rispetto all'oculare del cannocchiale, vantaggio evidente su una carabina destinata a essere utilizzata sempre con un'ottica (mancano le mire metalliche).
Non bisogna però associare automaticamente un angolo di apertura ridotto a uno sforzo minore: armamento del percussore ed estrazione primaria devono svolgersi in un arco più breve e la fluidità dipende dalla geometria delle rampe e dalle finiture delle superfici. Sabatti, sulla Blizzard, ha curato particolarmente proprio questo aspetto: l'otturatore viene trattato termicamente, rettificato e cromato; il corpo è inoltre attraversato da scanalature elicoidali, che riducono le superfici di contatto e creano spazi nei quali possono raccogliersi piccoli residui così da non interferire con lo scorrimento. Tutto questo fa sì che anche questa azione di Sabatti sia particolarmente fluida.


Un elemento caratteristico della Blizzard è l'estrattore a ghigliottina realizzato in acciaio inox 17-4PH. La sua geometria assicura una presa robusta sul fondello e, a otturatore chiuso, contribuisce al sostegno della cartuccia. L'espulsione è invece affidata a un tradizionale pistoncino elastico inserito nella testa dell'otturatore.

Calciatura sintetica, ma con impostazione da tiro
Se l'azione è quella delle Sabatti sportive, la calciatura è l'elemento che rende la Urban Sniper meno specialistica rispetto a modelli come TLD o Tactical EVO. È realizzata in nylon rinforzato con il 30% di fibra di vetro, soluzione che aumenta la rigidezza rispetto a un normale calcio termoplastico mantenendo una buona resistenza agli agenti atmosferici e agli urti. La geometria thumbhole comprende un'impugnatura piuttosto verticale, particolarmente naturale nel tiro da seduti, proni o da appoggio. Il poggiaguancia è regolabile in altezza, mentre la lunghezza del calcio può essere variata mediante spessori montati davanti al calciolo.


L'astina è larga e sostanzialmente piatta nella parte inferiore, quindi adatta all'impiego su sacchetti, zaini e altri appoggi. Una breve Picatinny inferiore consente il montaggio del bipiede; sono inoltre previsti attacchi tradizionali e QD per la cinghia, tutte soluzioni nate pensando al tiro di precisione, ma facilmente trasferibili alla caccia di selezione.

Un bedding più semplice delle Sabatti da competizione
La presenza dell'azione Blizzard non significa che la Urban Sniper utilizzi necessariamente lo stesso sistema di accoppiamento delle Sabatti più specialistiche. Su TLD e Tactical EVO il costruttore adotta il Suspended Action, nel quale il receiver è sostenuto in punti definiti con l'obiettivo di ridurre le tensioni generate dal serraggio. Per la Urban Sniper questa soluzione non viene dichiarata. Gli esemplari utilizzati nelle prove tecniche mostrano invece un'impostazione riconducibile al pillar bedding, più semplice ma perfettamente coerente con una calciatura sintetica rinforzata.
I pillar offrono alle viti d'azione una battuta rigida, evitando che il serraggio dipenda direttamente dalla comprimibilità del polimero e contribuendo alla ripetibilità dell'accoppiamento tra azione e calcio. Il recoil lug provvede invece al trasferimento delle forze longitudinali generate dal rinculo. La canna rimane flottante, aspetto particolarmente importante su una carabina predisposta per l'impiego del bipiede: la flessione dell'astina sotto carico non deve infatti alterare il contatto con la canna e quindi il punto d'impatto. Il risultato è una soluzione meno esasperata rispetto a uno chassis ma più razionale per un'arma che deve poter uscire dal poligono. Chi vuol approfondire il tema dell'accoppiamento tra azione e calciatura, può leggere l'articolo che Hunting Log ha recentemente dedicato al tema.
Una canna coerente con la destinazione sportiva
La canna contribuisce in maniera importante alla massa complessiva del sistema. Sulla Urban Sniper ha un diametro di 22 millimetri alla volata ed è disponibile nelle lunghezze di 510 e 610 mm. È rotomartellata a freddo e utilizza la rigatura MRR - Multi Radial Rifling, sviluppata e brevettata da Sabatti per le proprie armi di precisione. Nel .308 Winchester la volata è filettata 5/8"x24.

Un profilo così importante, anche se fluted, aumenta sensibilmente il peso rispetto a una canna da caccia tradizionale, ma porta con sé maggiore rigidezza e capacità di smaltire il calore. Quest'ultima è fondamentale soprattutto durante serie di tiro ripetute; nell'uso venatorio conta meno, mentre rimane apprezzabile la maggiore stabilità dell'insieme.

La scelta tra 510 e 610 mm permette inoltre di modulare in parte la personalità della carabina. Sul .308 Winchester la versione corta appare particolarmente interessante in chiave venatoria, perché contiene l'ingombro di un'arma che rimane comunque tutt'altro che leggera.

Il peso è parte del progetto
Sabatti dichiara 4,6 chilogrammi per la Urban Sniper. Con cannocchiale, attacchi e bipiede si supera quindi facilmente la soglia dei cinque chilogrammi. Si tratta di una caratteristica da tenere il considerazione qualora si preveda di utilizzare la carabina nella caccia alla cerca o in contesto alpino, settori nei quali una Rover leggera risponde evidentemente meglio allo scopo. Il giudizio cambia però radicalmente quando l'arma viene trasportata fino a una postazione e utilizzata da bipiede, treppiede, altana o altro appoggio. In queste condizioni la massa contribuisce alla stabilità, rende meno nervoso il sistema e attenua gli effetti del rinculo.
Non bisogna quindi trasformare il peso in un pregio assoluto, ma comprenderne l'origine: receiver d'acciaio, canna pesante e impostazione da precision rifle comportano inevitabilmente una massa superiore.
Ul percorso inverso rispetto alla Rover
È questo, in definitiva, l'aspetto più interessante di quest'arma. La famiglia Rover nasce dall'esigenza di costruire una moderna piattaforma venatoria: leggera, modulare e declinabile in configurazioni molto differenti. Alcune versioni si sono progressivamente avvicinate al tiro sportivo.

La Urban Sniper percorre la strada opposta. Parte dall'azione Blizzard in acciaio, dalla canna pesante, dal caricatore AICS e dall'ergonomia di una precision rifle, ma rinuncia allo chassis e alle soluzioni più esasperate delle Sabatti da competizione in favore di una calciatura sintetica più semplice e robusta. Da qui nasce il suo carattere ibrido. Non è una carabina da caccia resa più "tattica" e nemmeno una Rover maggiorata. È una carabina da tiro che conserva abbastanza della propria impostazione originaria da offrire stabilità e ripetibilità delle prestazioni, ma che ha trovato nella moderna caccia di selezione un campo d'impiego per il quale molte di quelle caratteristiche risultano appropriate.

La prova tecnica
Nel corso del test tecnico, la Urban Sniper ha confermato doti che ne fanno un ibrido in grado di massimizzare la precisione e, al tempo stesso, uno strumento compatibile per quelle applicazioni venatorie dove le caratteristiche tecniche prendono il sopravvento sulla leggerezza. La sua origine sportiva è evidenziata dall'azione in acciaio, dalla canna di diametro generoso, dalla calciatura complessa e finemente personalizzabile e da una varietà di soluzioni tecniche. La canna MRR, brevetto Sabatti, esalta la precisione e favorisce velocità alla volata addirittura superiori a quanto dichiarato dai produttori del munizionamento commerciale impiegato; un'ulteriore conferma delle caratteristiche proprie della rigatura multiradiale, di cui ho già scritto diffusamente in questo articolo. Ottima la precisione e lo scatto standard, sostituibile con il Match a tre leve fornito come opzione dallo stesso produttore.


La carabina bolt action Sabatti Urban Siper rappresenta quindi la quintessenza dell'arma pensata per un impiego trasversale, sul bancone del poligono così come a caccia; un principio confermato dai calibri disponibili: oltre al .308 Winchester dell'arma in prova, sono infatti disponibili i .223 Remington, 6,5 Creedmoor e 6,5x47 Lapua. Il tutto, a un prezzo particolarmente vantaggioso considerando i contenuti tecnici che la contraddistinguono.

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