L'attacco per il termico utilizzato per il test si interfaccia con una slitta Picatinny, sempre di produzione Contessa
L'attacco per il termico utilizzato per il test si interfaccia con una slitta Picatinny, sempre di produzione Contessa - © Matteo Brogi
Pubblicato il in Armi e accessori
di Matteo Brogi

Un'ottica, tre carabine: il sistema modulare Contessa

I profili di taratura dei moderni cannocchiali termici e digitali permettono di utilizzare uno stesso strumento su armi differenti. Una possibilità che può essere sfruttata grazie alla precisione degli attacchi a sgancio rapido Contessa

L'evoluzione dei sistemi di puntamento notturni sta introducendo possibilità che vanno ben oltre il miglioramento della qualità delle immagini. I moderni cannocchiali termici e digitali, infatti, integrano funzioni elettroniche capaci di ampliarne significativamente la versatilità. Tra queste, una delle più interessanti è la memorizzazione di differenti profili di azzeramento, che consente di utilizzare uno stesso dispositivo su più armi senza dover ripetere ogni volta tutte le operazioni di taratura.

È una possibilità particolarmente interessante quando si considera il costo di questi strumenti, ma che richiede una condizione fondamentale: la capacità di rimuovere e reinstallare l'ottica mantenendone invariata la posizione rispetto all'arma.

Dettaglio della slitta Picatinny Contessa. Il catalogo comprende un'ampia gamma di basi specifiche, progettate per adattarsi alla maggior parte delle carabine in commercio, e consentire l'impiego degli attacchi a sgancio rapido Simple Black
Dettaglio della slitta Picatinny Contessa. Il catalogo comprende un'ampia gamma di basi specifiche, progettate per adattarsi alla maggior parte delle carabine in commercio, e consentire l'impiego degli attacchi a sgancio rapido Simple Black - © Matteo Brogi

Nel precedente approfondimento dedicato agli attacchi Contessa ho affrontato il problema opposto, mostrando come sia possibile alternare tre differenti sistemi di puntamento sulla stessa carabina, nello specifico una Merkel Helix. Questa volta ho rovesciato la prospettiva, utilizzando un solo cannocchiale termico su tre carabine differenti. Il principio che ispira la prova è il medesimo: dimostrare che la precisione del collegamento meccanico tra arma e ottica a rende utilizzabili le numerose possibilità offerte dalla tecnologia.

L'azzeramento diventa digitale

La possibilità di memorizzare diversi profili è ormai presente su numerosi cannocchiali termici e digitali diurni/notturni. Benché utilizzino tecnologie differenti per formare l'immagine, questi strumenti condividono una caratteristica: il reticolo viene generato elettronicamente e la sua posizione può essere regolata e conservata nella memoria del dispositivo. A differenza di quanto avviene nei tradizionali cannocchiali ottici, nei quali le regolazioni vengono effettuate meccanicamente, nei dispositivi elettronici è quindi possibile registrare differenti configurazioni di puntamento. Ogni profilo può essere associato a una specifica combinazione di arma, munizione e distanza di azzeramento. Il passaggio da una configurazione all'altra richiede semplicemente di richiamare le regolazioni precedentemente memorizzate.

Per questo approfondimento ho utilizzato il Pixfra Chiron C635 LRF, termico già oggetto di una prova su Hunting Log. Lo strumento consente di memorizzare fino a cinque differenti profili di azzeramento, ai quali si aggiungono le funzionalità del telemetro laser e del calcolatore balistico integrati.

Le potenzialità offerte dall'elettronica sono dunque notevoli. Ma non bisogna dimenticare che tutte queste regolazioni si riferiscono a una precisa relazione geometrica tra il sistema di puntamento e l'arma. Se questa relazione cambia, il profilo memorizzato non è più necessariamente valido.

Il software non può correggere un montaggio impreciso

Per utilizzare la medesima ottica su carabine differenti non è sufficiente conservare i dati di azzeramento. È necessario che, ogni volta che il dispositivo torna su una determinata arma, venga ripristinata la posizione originaria con elevata precisione.

Dettaglio della pagina del menu in cui è possibile specificare le caratteristiche di ciascun azzeramento per sfruttare le potenzialità del calcolatore balistico integrato nel termico PixFra
Dettaglio della pagina del menu in cui è possibile specificare le caratteristiche di ciascun azzeramento per sfruttare le potenzialità del calcolatore balistico integrato nel termico PixFra - © Hunting Log

Un attacco convenzionale può assicurare un collegamento stabile, ma non è necessariamente progettato per garantire la ripetibilità dopo numerosi cicli di smontaggio e rimontaggio. Gli attacchi a sgancio rapido di qualità devono invece soddisfare entrambe le esigenze: mantenere saldamente in posizione il dispositivo durante l'utilizzo e permetterne il successivo riposizionamento con scostamenti estremamente contenuti.

Per comprendere l'importanza di questa caratteristica basta un semplice esempio geometrico. Immaginiamo un attacco con due punti di appoggio distanti 100 millimetri. Un dislivello relativo di appena un centesimo di millimetro tra questi punti corrisponderebbe a una variazione angolare di circa 0,34 MOA, sufficiente a produrre uno spostamento del punto d'impatto di circa un centimetro a 100 metri. Un esempio teorico, tuttavia indicativo delle tolleranze in gioco, che spiega perché la ripetibilità del montaggio sia un requisito essenziale.

La soluzione meccanica Contessa

La leva di sgancio rapido del Simple Black è dotata di sicura a pulsante contro le aperture accidentali
La leva di sgancio rapido del Simple Black è dotata di sicura a pulsante contro le aperture accidentali - © Matteo Brogi

Gli attacchi a sgancio rapido Contessa sono progettati proprio per rispondere a questa esigenza. La loro caratteristica fondamentale non consiste soltanto nella rapidità con cui è possibile rimuovere l'ottica, ma nella capacità di ripristinare il collegamento meccanico nelle medesime condizioni. Come abbiamo illustrato nel precedente articolo, l'azienda italiana ha progressivamente perfezionato il proprio sistema di bloccaggio, arrivando all'introduzione dello Steel Insert System. La soluzione prevede l'impiego di inserti in acciaio temprato nei punti di chiusura, così che le superfici deputate al serraggio lavorino con un accoppiamento acciaio su acciaio.

Dettaglio dello Steel Insert System: gli inserti in acciaio temprato assicurano un accoppiamento acciaio su acciaio nei punti di chiusura, aumentando la resistenza all'usura e favorendo la ripetibilità del montaggio dopo ogni sgancio
Dettaglio dello Steel Insert System: gli inserti in acciaio temprato assicurano un accoppiamento acciaio su acciaio nei punti di chiusura, aumentando la resistenza all'usura e favorendo la ripetibilità del montaggio dopo ogni sgancio - © Matteo Brogi

La struttura in lega leggera mantiene il compito di sostenere il dispositivo ottico, mentre il bloccaggio viene affidato a componenti in acciaio, più resistenti alle sollecitazioni e all'usura delle superfici di contatto. Anche la geometria della leva di chiusura è stata aggiornata, con un sistema di regolazione che consente di adattare il serraggio alle tolleranze della guida. L'obiettivo è ridurre le variazioni di posizione che potrebbero verificarsi nei successivi cicli di montaggio, mantenendo costante l'accoppiamento tra attacco e arma. La tecnologia è stata adottata in tutte le famiglie di attacchi a sgancio rapido Contessa – Standard European, Picatinny e BLS per le carabine Blaser.

Sulla base è presente un sistema di regolazione della forza di serraggio, fondamentale per un accoppiamento stabile e ripetibile
Sulla base è presente un sistema di regolazione della forza di serraggio, fondamentale per un accoppiamento stabile e ripetibile - © Matteo Brogi

La versatilità del sistema Contessa deriva dalla possibilità di combinare due componenti distinti (una slitta Picatinny specifica per ciascuna carabina e un attacco a sgancio rapido della serie Simple Black, sul quale viene fissata l'ottica) e dalla disponibilità di un ampio catalogo di slitte e attacchi (permettendo di applicare questo principio a un'ampia varietà di carabine e di ottiche). Le slitte rimangono installate sulle rispettive armi, mentre il termico, solidale al proprio attacco, può essere trasferito dall'una all'altra. Questa soluzione consente di utilizzare il medesimo gruppo ottica-attacco su carabine differenti, senza intervenire sul fissaggio del dispositivo al supporto. La precisione dell'accoppiamento tra attacco e slitta è quindi determinante per la ripetibilità dell'azzeramento.

Un solo termico, tre carabine

La prova ha preso in considerazione tre sistemi differenti, utilizzando il medesimo Pixfra Chiron C635 LRF:

  • Haenel Jaeger 10, calibro .30-06 Springfield, cartuccia Barnes Vor-TX 150 grani (base Picatinny PH02);
  • Sabatti Saphire, calibro .308 Winchester, cartuccia Remington CoreLokt 180 grani (base PH70, compatibile anche con Merkel Helix);
  • Winchester XPR, calibro .308 Winchester, cartuccia Winchester Copper Force 125 grani (base Picatinny PH47).

Il termico abbinato a una carabina Haenel Jaeger 10, calibro .30-06 Springfield, cartuccia Barnes Vor-TX 150 grani
Il termico abbinato a una carabina Haenel Jaeger 10, calibro .30-06 Springfield, cartuccia Barnes Vor-TX 150 grani - © Matteo Brogi

Tre accoppiamenti differenti tra loro per calibri e pesi di palla utilizzati. Il principio – lo ripeto – è che ciascuna arma dispone di un proprio profilo di azzeramento, conservato nella memoria del termico.

Sabatti Saphire, calibro .308 Winchester, cartuccia Remington CoreLokt 180 grani
Sabatti Saphire, calibro .308 Winchester, cartuccia Remington CoreLokt 180 grani - © Matteo Brogi

Le tre configurazioni sono state inizialmente azzerate in modo indipendente, memorizzando per ciascuna un profilo corrispondente (A-B-C). Le regolazioni elettroniche rimangono quindi associate alla specifica arma e alla munizione utilizzata.

Il medesimo set up della Sabatti Saphire è applicabile anche alla straight pull Merkel Helix utilizzata per il precedente test degli attacchi Contessa
Il medesimo set up della Sabatti Saphire è applicabile anche alla straight pull Merkel Helix utilizzata per il precedente test degli attacchi Contessa - © Matteo Brogi

Una volta completata questa fase, è possibile trasferire il termico tra le carabine, selezionando il profilo pertinente. La precisione dell'attacco diventa determinante perché permette di ritrovare la posizione meccanica alla quale si riferisce l'azzeramento memorizzato.

Winchester XPR, calibro .308 Winchester, cartuccia Winchester Copper Force 125 grani
Winchester XPR, calibro .308 Winchester, cartuccia Winchester Copper Force 125 grani - © Matteo Brogi

È importante osservare che il sistema richiede attenzione anche alle caratteristiche delle singole guide: posizione di montaggio, corretta battuta sui riferimenti e regolazione del serraggio devono rimanere coerenti con le condizioni nelle quali è stato effettuato l'azzeramento. La ripetibilità è il risultato dell'interazione tra tutti i componenti del sistema.

Versatilità senza moltiplicare gli strumenti

L'impiego di un'unica ottica su più carabine offre diversi vantaggi. Il primo, evidentemente, è economico: un termico di qualità rappresenta un investimento importante e la possibilità di condividerlo tra più armi evita di dover acquistare un dispositivo dedicato per ciascuna di esse.

Ma c'è anche un vantaggio operativo. Utilizzare sempre lo stesso strumento significa acquisire familiarità con la disposizione dei comandi, la navigazione nei menu e le modalità di regolazione (quanto mai utili con i dispositivi elettronici), senza doversi adattare continuamente a interfacce differenti.

La disponibilità di più profili permette inoltre di gestire configurazioni balistiche diverse, anche quando le carabine utilizzano lo stesso calibro ma munizioni differenti.

Bersaglio di prova della Sabatti Saphire con ottica Pixfra: i due colpi ravvicinati sono stati sparati durante l'azzeramento, mentre quello leggermente decentrato è stato ottenuto dopo il terzo rimontaggio del termico
Bersaglio di prova della Sabatti Saphire con ottica Pixfra: i due colpi ravvicinati sono stati sparati durante l'azzeramento, mentre quello leggermente decentrato è stato ottenuto dopo il terzo rimontaggio del termico - © Kevin Byrne

Tutti questi vantaggi dipendono dalla qualità del collegamento meccanico. Il controllo periodico del punto d'impatto rimane una buona pratica, soprattutto dopo urti, interventi sull'attacco o numerosi cicli di sostituzione.

In tutti i casi analizzati, al netto della precisione dell'arma e del tiratore, il confronto tra i punti d'impatto, effettuato con serie di tiro effettuate in momenti differenti, ha dimostrato che la differenza è contenuta nei 12 millimetri.

La precisione che rende possibile la versatilità

L'evoluzione dei sistemi di puntamento procede su due fronti complementari. Da una parte l'elettronica amplia le funzionalità degli strumenti, consentendo di memorizzare regolazioni, elaborare immagini di qualità sempre superiore e gestire informazioni balistiche. Dall'altra, la meccanica di precisione deve garantire che queste possibilità possano essere sfruttate senza compromettere l'affidabilità del collegamento con l'arma.

Gli attacchi a sgancio rapido Contessa rappresentano il punto d'incontro. La capacità di rimuovere e reinstallare un'ottica mantenendo la ripetibilità del montaggio permette di utilizzare concretamente le funzioni offerte dai moderni cannocchiali termici e digitali.


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