
di Redazione
Sulla "morte della caccia sociale" il CNCN replica alla Libera
Anche il CNCN è intervenuto nel dibattito scaturito dalla modifica normativa sulle aziende faunistico-venatorie
Le dichiarazioni del presidente nazionale della Libera caccia Paolo Sparvoli non cessano di alimentare il dibattito attorno alla modifica dell'articolo 16 della 157 relativo agli istituti privati. Questa volta, a rispondere all'annuncio della "morte della caccia sociale", è il CNCN, il Comitato Nazionale Caccia e Natura, al quale Sparvoli non aveva risparmiato critiche nelle esternazioni che ormai tengono banco e alimentano il dibattito da una decina di giorni.
Il Comitato ha diffuso una nota nella quale definisce le affermazioni della Libera "infondate e fantasiose" ricordando che la modifica non incide in alcun modo sulla caccia sociale riguardando invece, esclusivamente, la possibilità per le aziende faunistico-venatorie di essere organizzate in forma di impresa. Il CNCN ha altresì definito la nuova norma "un progresso nel panorama venatorio italiano, perché consente di superare alcuni problemi fiscali emersi in passato e di generare valore da investire nella promozione dell'attività venatoria svolta nelle AFV".
«Sostenere che il CNCN abbia "ucciso" la caccia sociale - si legge nel comunicato diffuso in risposta alla Libera - è un'affermazione tanto infondata quanto offensiva, nei confronti di un'organizzazione che, per statuto, ha proprio lo scopo di difendere tutta la caccia, anche quella sociale».
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