La soluzione individuata rappresenterebbe un compromesso necessario per chiudere la procedura di infrazione
La soluzione individuata rappresenterebbe un compromesso necessario per chiudere la procedura di infrazione - © U.S. Fish and Wildlife Service
Pubblicato il in Attualità
di Redazione

Piombo e zone umide, novità (e insidie) in vista?

Per scongiurare la procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese, la maggioranza si appresta a varare una modifica alla 157 che rischia di esporre nuovamente i cacciatori a forti dubbi interpretativi

Si riaccende il dibattito attorno all'applicazione del regolamento europeo REACH sul divieto di utilizzo di munizioni al piombo nelle zone umide. Già tre anni fa, la questione aveva tenuto banco diversi mesi e, a cavallo dell'apertura venatoria, aveva mandato il mondo venatorio nel panico tanto da costringere il Legislatore a correre ai ripari con l'inserimento nel testo della 157 di alcune previsioni applicative che "mettevano in sicurezza" la pratica venatoria.

La soluzione individuata allora dal Governo, forse complice la fretta, aveva causato l'avvio di una procedura d'infrazione da parte della Commissione europea che, nel novembre 2024, aveva portato a una seconda modifica di legge, con l'introduzione di criteri chiari per l'identificazione delle zone umide e la previsione di una cartografia ufficiale, che però non era risultata sufficiente a soddisfare le perplessità e le eccezioni di Bruxelles. Ora un emendamento elaborato dalle Commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato rimette in moto l'iter di modifica riportando il tema alla ribalta. L'emendamento propone una riformulazione della 157 che definisce la cartografia "indicativa e non esaustiva" con il rischio di esporre nuovamente i cacciatori a forti dubbi interpretativi.

La "soluzione" individuata rappresenterebbe però un compromesso necessario per chiudere la procedura di infrazione aperta dall'Unione Europea contro l'Italia e, rispetto alle prime richieste della Commissione che andavano in senso opposto, permetterebbe di continuare a inquadrare le sanzioni in caso di mancato rispetto tra quelle amministrative anziché penali oltre che a mantenere un sistema di mappatura, seppur non vincolante. Una scelta che sicuramente farà storcere il naso a tanti, ma che sottolinea la crescente necessità del mondo venatorio di acquisire velocemente le competenze e le capacità valutative necessarie per "sopravvivere" autonomamente senza la pretesa che il comma di una legge ponga i cacciatori al riparo da ogni possibile insidia.


Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.

Altri articoli dalla sezione Attualità

Peste suina, l'emergenza riparte dal Lazio?
Pubblicato il in Attualità | Redazione
Peste suina, l'emergenza riparte dal Lazio?

Dopo i nuovi casi nella regione che già aveva debellato il virus, viene spontaneo chiedersi se si possa voltare pagina senza una seria gestione del cinghiale >>

Piemonte: il Tar sospende parzialmente il calendario venatorio
Pubblicato il in Attualità | Redazione
Piemonte: il Tar sospende parzialmente il calendario venatorio

Il Tribunale amministrativo ha accolto parzialmente il ricorso delle associazioni animaliste contro il calendario 2026/2027 >>

Fidc ed Enalcaccia siglano un protocollo d'intesa
Pubblicato il in Attualità | Redazione
Fidc ed Enalcaccia siglano un protocollo d'intesa

Le due associazioni hanno firmato un accordo per rafforzare la collaborazione per la tutela del mondo venatorio >>

VII Congresso SIEF: confronto su fauna selvatica, salute e gestione
Pubblicato il in Attualità | Redazione
VII Congresso SIEF: confronto su fauna selvatica, salute e gestione

Settimana prossima va in scena il VII Congresso Nazionale di Ecopatologia della Fauna dedicato al rapporto tra conservazione, gestione, sanità animale e salute >>