di Matteo Brogi
Winchester XPR Hunter Midnight: essenziale, solida e versatile
L'iconico marchio americano propone una bolt-action versatile ed economica. Ideale per tutte le condizioni venatorie
Sono gli ultimi minuti di una calda serata di fine agosto sull'Appennino romagnolo. Ho appoggiato la carabina su una rotoballa, in attesa che il capriolo che mi è stato assegnato faccia la sua comparsa in una radura promettente. La carabina è una bolt-action che rappresenta l'archetipo dell'arma americana: semplice d'impostazione, spartana nelle dotazioni. È la Winchester XPR Hunter Midnight. Sufficientemente leggera per fare concorrenza alle più elaborate colleghe prodotte da altri produttori blasonati, ma molto più economica. L'ho equipaggiata con un'ottica Kite Optics B6 LR 3-18x50i, nel caricatore alloggiano tre colpi di una cartuccia innovativa, la Winchester Copper Force, con la sua inedita palla da 125 grani; in poligono – dove ho effettuato test, taratura e azzeramento alla consueta distanza di 100 metri – si è comportata molto bene.
L'essenziale
La XPR non è una carabina fatta per apparire: è una macchina da lavoro, pensata per chi passa ore nel bosco e ha bisogno di poche certezze: una meccanica che non tradisce e leggerezza. La versione in .308 Winchester — scelta ancora più sensata per chi cerca la versatilità venatoria del calibro più diffuso a livello globale — è la sintesi di cosa significhi oggi un buon rapporto qualità/prezzo.

Mancano pochi istanti prima di aprire l'otturatore e scaricare il caricatore quando, finalmente, compare il capo corretto. Non ne vuole sapere di stare fermo e si sposta – ancora carico di ormoni – tra le femmine che pochi istanti prima si sono radunate per alimentarsi. Poi, finalmente, trova il suo spazio e si ferma. Giusto il tempo di piazzare il reticolo nella zona vitale, disinserire la sicura e premere il grilletto. Nel fuggi fuggi generale, un selvatico giace immobile nell'erba. Guardo l'operatore che, strizzando l'occhio, mi conferma che ha l'inquadratura corretta. La puntata della prima serie di Focus selezione - la serie che produciamo per Caccia TV - può dirsi completata in maniera soddisfacente. Il test a caccia del trinomio arma-ottica-munizione, pure.
Una storia che parte da lontano
Per raccontare della XPR bisogna fare un passo indietro nel tempo, esattamente al 1999, quando la rivista statunitense Shooting Times incoronò la Winchester Model 70 come bolt-action rifle of the century. Un riconoscimento che sanciva non solo il valore tecnico dell'arma, ma anche il suo ruolo simbolico: per oltre mezzo secolo, la Model 70 era stata il punto di riferimento dei cacciatori americani, guadagnandosi rispetto e ammirazione anche in Europa. Fino all'arrivo della Remington 700, nel 1962, la bolt-action di casa Winchester è stata un vero e proprio best seller, forse il più celebre della sua epoca.

Con la comparsa della rivale, nata fin dall'origine per essere semplice ed economica da produrre, Winchester fu costretta a una revisione profonda del progetto, con l'obiettivo di ridurre i costi industriali, modernizzare i processi e restare competitiva in un mercato che cambiava rapidamente. Così, nel 1964, la Model 70 (e tutto il resto del catalogo, per la precisione) subì una trasformazione radicale: l'alimentazione passò dal classico sistema controlled round feed di derivazione Mauser al più moderno push feed, l'azione venne realizzata partendo da blocchi in fusione e comparvero componenti in lamiera e alluminio al posto dell'acciaio. Una rivoluzione tecnica e culturale che spaccò il pubblico in due: da un lato chi gridava al tradimento della tradizione Winchester, dall'altro i collezionisti che resero mitici i pezzi pre-'64.

Dieci anni di XPR
Nonostante le polemiche, la Model 70 rimase in produzione continua fino al 2006, quando la sua realizzazione fu temporaneamente sospesa. La rinascita successiva, accompagnata da un rinnovato entusiasmo del mercato, spinse Winchester a compiere un passo ulteriore: progettare una carabina completamente nuova, che mantenesse lo spirito del Model 70 ma con una meccanica più semplice, più moderna e più accessibile. Era il 2015 quando vide la luce la Winchester XPR (Xtreme Performance Rifle), figlia diretta di quella lunga evoluzione.

Nata in piena era di "low economy", la XPR interpretava i tempi moderni: robusta, precisa, affidabile e al tempo stesso pensata per essere competitiva nel prezzo. Winchester la battezzò the new American workhorse – il nuovo mulo americano – un'arma capace di sopportare la fatica e le intemperie senza rinunciare alla precisione. La XPR rappresenta dunque il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 1964: un ritorno all'essenzialità senza rinunciare alla qualità, una carabina concepita per il cacciatore contemporaneo che pretende performance solide da un'arma onesta, concreta e pronta all'uso.
Primo impatto: estetica e caratteristiche salienti
La livrea Hunter Midnight della carabina Winchester XPR gioca sul nero e varie tonalità di verde, con linee pulite e una sensazione di sobrietà; fa riferimento al pattern camo Midnight di TrueTimber. La carcassa in acciaio color Tungsten ben si abbina alla calciatura in polimero; il calciolo Inflex I attenua il rinculo adeguatamente.

L'astina, volutamente più piatta e larga dello standard, comunica subito la sua destinazione: tiri da sandbag, lo zaino, un appoggio di fortuna in altana o nel bosco. La LOP di 350 mm è nella media, ma spaziatori da 7 mm sono forniti per adattare la calciatura a un'ampia gamma di fruitori. Il baricentro è piuttosto arretrato e l'impugnatura a pistola invita a premere il calcio contro la spalla con decisione.


La meccanica dell'azione riprende in gran parte i canoni del Model 70, ma viene realizzata con processi industriali ottimizzati per contenere i costi. Il cuore della carabina è quello che ci si aspetta da una bolt-action moderna: otturatore robusto, ricavato da barre di acciaio chromoly (lega cromo‑molibdeno), completamente temprato e finito con rivestimento nickel‑cromo per aumentare la resistenza alla corrosione e migliorare lo scorrimento. Tre robusti tenoni di chiusura assicurano la tenuta e richiedono una rotazione del manubrio di soli 60° per aprire l'azione.


L'alimentazione è garantita da un caricatore DBM (Drop Box Magazine) da tre colpi (esiste l'opzione da cinque) nei tre calibri più diffusi: .308 Winchester, .30-06 Springfield e .300 Winchester Magnum. Esiste anche una versione in .223 Remington con caricatore da cinque colpi. Non ci sono mire metalliche: è però presente una base Picatinny, pronta per l'ottica che servirà ad acquisire il bersaglio.


Sicurezza ed ergonomia
Lo scatto MOA, a tre leve rotanti, è il segno che Winchester ha voluto trasferire parte delle caratteristiche del suo modello M70 su una piattaforma moderna ed economica; qui il termine MOA non indica il minuto d'arco (unità angolare), bensì è usato come acronimo di ‘Minute of Angle Trigger System', per richiamare l'idea di massima precisione. La sua geometria consente un "guadagno" meccanico tra la corsa del grilletto e quella dell'attuatore che rilascia il percussore. Questo guadagno, nel rapporto di 1:2, favorisce una corsa breve e, tra gli effetti collaterali, un collasso di retroscatto decisamente contenuto. Il principio del "triplo zero" - zero take-up, zero creep, zero overtravel ovvero zero precorsa, zero corsa, zero collasso di retroscatto - si traduce in uno rilascio netto, rapido e costante. Potrebbe essere auspicabile un peso di sgancio più basso; l'arma in prova si attesta appena sotto i due chilogrammi. Tuttavia, la sua prevedibilità è un valore aggiunto: pronta all'uso, riesce a mantenersi entro il MOA con munizionamento commerciale.

La sicura presenta le due classiche posizioni, con blocco dell'otturatore quando inserita; c'è un dispositivo di svincolo dell'otturatore che permette di caricare e scaricare in sicurezza con la sicura inserita. L'indicatore d'armamento posto dietro la noce dell'otturatore, con il suo piccolo punto rosso, è percepibile sia alla vista sia al tatto.

Precisione e comportamento balistico
La canna di profilo hunter (diametro 16 mm) scanalata da 53 cm con filetto 14x1 è scelta razionale: limita il riscaldamento e aumenta la stabilità termica, traducendosi in precisione anche in sessioni di tiro prolungate.

In .308, Winchester, con la rigatura 1:12", la carabina dimostra di digerire proiettili di varie grammature e lunghezze, senza difficoltà, dai 125 grani della nuova cartuccia Winchester ai 172 grani della cartuccia Remington Premier Long Range. In tre casi su quattro, con munizionamento commerciale, siamo con sicurezza entro il MOA, il parametro abitualmente richiesto alle carabine a destinazione venatoria.

La disponibilità di una versione Short (con canna da 47 cm) è interessante per chi cerca maneggevolezza nei boschi più fitti senza incidere sul prezzo, che resta di 990 euro (2025).

La filettatura permette l'uso di freni o moderatori. L'opzione Composite mancina, a prezzo maggiorato circa 60 euro rispetto all'omologa versione per cacciatori destrimani, è una novità 2025 che amplia l'offerta in maniera sostanziale.

Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.



