
di Redazione
Toscana, scontro sui fondi privati: Federcaccia attacca il M5S
Federcaccia Toscana-UCT contesta la mobilitazione per escludere nuovi terreni dal territorio a caccia programmata e richiama la maggioranza regionale alle responsabilità legate all'approvazione del PFVR
Si apre un nuovo fronte di polemica sulla gestione faunistico-venatoria in Toscana. Al centro del confronto c'è la mobilitazione per favorire l'esclusione dei fondi privati dal territorio a caccia programmata, iniziativa che, secondo Federcaccia Toscana-UCT, evidenzierebbe una contraddizione all'interno della maggioranza regionale. Nel mirino dell'associazione c'è soprattutto il Movimento 5 Stelle, accusato di sostenere, insieme ad alcune realtà ambientaliste e animaliste, una battaglia che mette in discussione l'applicazione delle disposizioni contenute nel nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale. Una posizione giudicata incoerente, considerando che il partito ha recentemente partecipato all'approvazione del PFVR e fa parte della Giunta regionale con un proprio assessore.
La questione si inserisce in un quadro giuridico già oggetto di dibattito. Nei mesi scorsi, infatti, una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto che anche le convinzioni etiche e morali del proprietario possono costituire una motivazione sufficiente a chiedere l'esclusione dei propri terreni dalla pratica venatoria, precisando tuttavia che l'accoglimento dell'istanza non deve compromettere la programmazione faunistico-venatoria. Proprio su questo punto si concentra la preoccupazione di Federcaccia, che ritiene non possa bastare una generica contrarietà alla caccia per giustificare l'esclusione dei terreni e paventa possibili conseguenze sull'equilibrio dell'intero sistema.
Federcaccia Toscana-UCT, insieme a Enalcaccia e Anuu Toscana, ha quindi chiesto alla Regione e al presidente Eugenio Giani di difendere le disposizioni del Piano e di garantire che le richieste di esclusione dei fondi siano valutate nel rispetto dei requisiti previsti. L'associazione ha inoltre offerto il supporto del proprio Ufficio legale per tutelare nelle sedi competenti la legittimità dell'impianto normativo regionale e i diritti dei cacciatori. Una presa di posizione che richiama le richieste di garanzie già avanzate nella manifestazione di Donoratico, davanti a oltre mille cacciatori, e che ora chiama la politica regionale a tradurre gli impegni assunti in iniziative concrete.
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